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Asse Comune-privati: la fontana di via Cairoli sparirà

Lifting sul lungolagoPalazzo Cernezzi intende eliminare l’opera dell’architetto Di Salvo. Spazio a tavolini e panchineIn assoluto, la seconda novità della giornata di ieri in tema di “città che cambia” potrebbe essere meno gravida di conseguenze. Ma, al contempo, dal punto di vista simbolico, o anche soltanto puramente visivo, per molti sarebbe una soddisfazione non inferiore. Se la zona di viale Geno potrebbe letteralmente cambiare volto, come si può leggere nell’articolo

sopra, un tratto di via Cairoli, a pochi metri da piazza Cavour e dal lungolago, potrebbe comunque subire un lifting di non poco conto. Sembra ormai praticamente certo, infatti, che – grazie a un accordo con i privati – la fontana progettata dall’architetto Mario Di Salvo, che oggi occupa una bella fetta di suolo pubblico davanti a gelateria e ristorante, sia destinata a scomparire in tempi medio-brevi. Almeno questa è l’intenzione dell’amministrazione comunale, che peraltro non farebbe altro che dare forma pratica, con l’eliminazione dell’opera, alle molte lamentele di cittadini ed esercenti sullo stato in cui è ridotta ormai da anni la fontana.Nata per impreziosire con giochi d’acqua e piante un angolo pregiato del centro, nel corso del tempo l’opera è diventata ciò che chiunque può ammirare oggi: una sorta di vasca di sassi, senza verde intorno né dentro, e quel che è peggio per una fontana, senz’acqua. Ecco perché, ieri, l’assessore al Commercio del Comune di Como, Gisella Introzzi, non ha nascosto di aver recepito direttamente le lamentele dei commercianti della zona e di aver dunque imbastito il percorso per arrivare alla cancellazione del manufatto.«Un’ipotesi del genere effettivamente esiste – conferma l’assessore – Stiamo valutando, anche con i privati della zona, un diverso utilizzo di quello spazio. Potrebbe essere occupato in parte da panchine, in parte magari concesso alle attività commerciali per mettere i tavolini. Il discorso, però, è complesso poiché comprende il mio settore ma anche quello dei lavori pubblici». In effetti, in una zona delicata come quella a due passi dal cantiere delle paratie, un qualunque intervento diventa difficile il doppio.«Comunque – chiude la Introzzi – valuteremo tutto in tempi abbastanza brevi, perché effettivamente le condizioni della fontana, oggi, sono poco consone all’area di pregio».

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