Assemblea Pd, duro scontro sulle candidature. Pesante scambio verbale tra Iantorno e Buzzi
Politica

Assemblea Pd, duro scontro sulle candidature. Pesante scambio verbale tra Iantorno e Buzzi

Toni decisamente oltre la misura nell’assemblea provinciale del Pd di giovedì sera, chiamata a discutere di primarie e a fare il punto della situazione politica. L’intervento di Gianstefano Buzzi, uno dei 12 saggi nominati alcune settimane fa nel tentativo di mettere ordine in una vicenda (se fare o no le primarie, ndr) che andava complicandosi di minuto in minuto, ha scatenato l’ira di Marcello Iantorno, assessore al Patrimonio di Como e candidato per la seconda volta alle primarie del centrosinistra. Lo scontro si è fatto pesante, i toni – come detto – assolutamente oltre i limiti. Tanto da costringere il presidente dell’assemblea, Mario Clerici, a intervenire per placare urla e animi.

Iantorno ha mostrato di non apprezzare la tesi sostenuta da Buzzi, vale a dire la necessità che il Pd appoggiasse ufficialmente Maurizio Traglio, «l’unico concorrente alle primarie – ha detto l’ex consigliere regionale – ad avere un chiaro progetto politico e a non essersi autocandidato». «Sono intervenuto in modo accorato – ammette Iantorno – per richiamare l’at – tenzione di tutto il gruppo dirigente del partito al rispetto delle regole. Penso che sarebbe logicamente incomprensibile che il Pd favorisse, nella corsa alle primarie, un outsider invece dei suoi iscritti».

Al di là del duro confronto personale tra Buzzi e Iantorno, il problema interno al Pd è ovviamente di natura politica. E riguarda in primo luogo l’esito delle primarie e in secondo luogo la tenuta dello stesso Pd. La vittoria di Traglio, che in questo momento è appoggiato dalla gran parte del gruppo dirigente, è il risultato atteso. Metterebbe il centrosinistra nelle condizioni di competere con un candidato nuovo e non legato ai disastri della giunta Lucini. Al contrario, una sconfitta di Traglio farebbe crollare l’intera impalcatura. In questo senso vanno lette le affermazioni di Buzzi (condivise peraltro dentro il Pd da molti altri). Logico che questo tipo di ragionamento non sia apprezzato da chi ha scelto di partecipare alle primarie, soprattutto da chi ha in tasca la tessera del Pd e in modo «logico» si augura un sostegno dal proprio partito.

Intanto, domani sera alle 19 scade il termine per la presentazione delle 250 firme necessarie per validare la candidatura alle primarie. Non ci saranno sorprese. I 5 candidati hanno già raccolto tutte le sottoscrizioni. Sia Gioacchino Favara sia lo stesso Iantorno hanno anche presentato le 39 firme di iscritti al partito cittadino, un obbligo imposto dallo statuto del Partito Democratico – in caso di primarie di coalizione – ai candidati con la tessera.

Da. C

5 Marzo 2017

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