Assenze e ripicche in maggioranza.  La Ticosa può attendere ancora
Cronaca

Assenze e ripicche in maggioranza. La Ticosa può attendere ancora

Doveva essere il “Ticosa Day” ma non è stato così.
Prima un rinvio tecnico, da mercoledì a giovedì sera, per assicurarsi la presenza del segretario comunale, quindi un secondo e più clamoroso rinvio. Il motivo? La mancanza del numero legale quando si è trattato di votare per il proseguimento a oltranza della riunione.
Nessuno giovedì sera aveva in realtà portato lo champagne, ma quella presentata dall’assessore alla Pianificazione urbanistica, Marco Butti era la “delibera delle delibere”, un primo passo verso la nuova storia della Ticosa. Un percorso avviato già nel mandato Lucini, ma che si è concretizzato nelle scorse settimane.
La delibera riguarda l’accordo stragiudiziale che chiude i contenziosi in atto con Multi, la società che nel 2006 vinse il bando per la riqualificazione dell’area e il 27 gennaio 2007 avviò i lavori di demolizione dei ruderi. Con l’accordo, l’ex Ticosa torna al Comune, con una cella da bonificare, ma con possibili sviluppi urbanistici nel breve periodo (parcheggio) e nel medio (nuovo quartiere).
Ieri sera, dopo i necessari approfondimenti legali chiesti in consiglio, la seduta si è chiusa senza il voto sulla delibera, ma con un rinvio a lunedì. Una fumata nera decisamente inattesa, considerata l’importanza del tema e l’attesa della città.
«Poco prima della mezzanotte è stata chiesta la prosecuzione a oltranza della seduta – ha spiegato a Espansione Tv la presidente del consiglio comunale Anna Veronelli, di Forza Italia – ma non abbiamo raggiunto il numero legale e di fatto ho dovuto chiudere la seduta di consiglio».
Ad abbandonare l’aula sono stati tutti i gruppi di minoranza. Ma decisive si sono rivelate le tante assenze proprio di alcuni esponenti di maggioranza: Claudio Borghi (Lega), Matteo Ferretti (Fratelli d’Italia), Antonella Patera, Antonio Tufano ed Enrico Cenetiempo (Forza Italia). Con quest’ultimo – Cenetiempo – presente in consiglio, ma fuori dall’aula proprio nel momento della votazione. Per mandare avanti la seduta del consiglio la maggioranza avrebbe dovuto garantire 17 voti, ma al conteggio delle caselle illuminate, i voti sono risultati 16, ovvero uno in meno del necessario.
Uno scivolone che nessuno si aspettava su un tema così delicato. C’è chi ha voluto subito interpretare il rinvio come un nuovo segnale della spaccatura interna nella coalizione che appoggia il sindaco Landriscina. Impossibile dimenticare che proprio Forza Italia, quindici giorni fa, con i suoi voti aveva bocciato in consiglio una delibera dell’assessore al Personale, Elena Negretti.
«Non è una cosa voluta e premeditata. Non avevo fatto bene i conti del numero dei presenti prima di uscire. Sono rammaricato, ma comunque la delibera sulla Ticosa sarà discussa lunedì prossimo. Abbiamo aspettato dieci anni, non sappiamo attendere due giorni?», si affretta a spiegare Cenetiempo.
Sulla stessa linea anche Tufano. «Sono via per lavoro, ma lunedì sarò a Como e sono convinto che la delibera passerà – spiega – Sono anche convinto che se fossi stato presente non sarebbe successo, ma non si deve vedere un disegno politico sull’esito del voto per proseguire a oltranza la seduta. Non nego che su altri argomenti – prosegue il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale – era mancato il confronto iniziale, ma qui si è trattato solo della difficoltà nel procedere a oltranza nella riunione. Per chi lavora, il giorno dopo è pesante passare la notte in consiglio. Certo, si è arrivati a fine luglio con tutti gli argomenti più delicati, ma credo sia più che altro una questione di inesperienza di chi amministra».
Dal sindaco Mario Landriscina arriva un secco no comment sulla vicenda.
Per Fulvio Anzaldo, della lista Rapinese Sindaco, quello di giovedì sera è un altro segnale della debolezza della maggioranza e delle sue spaccature interne.
«Era una delibera così importante per la città, ma la maggioranza non è neppure riuscita a votarla – ha spiegato Anzaldo a Espansione Tv – Se chi governa non riesce ad avere un numero di consiglieri necessari, questo dà il senso della misura».
Lunedì, 23 luglio, in seconda convocazione del consiglio comunale sarà sufficiente l’assenso di soli 11 consiglieri. Sarà il “Ticosa Day”.

21 luglio 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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