Asso, lo sfogo dopo l’arresto: “Non sono stato io”

I rilievi del reparto scientifico dei carabinieri © Foto Antonio Nassa

Chiuso in carcere, in attesa dell’interrogatorio di venerdì mattina di fronte al giudice delle indagini preliminari di Como, avrebbe negato di essere lui l’aggressore e l’assassino di Youness Zarhnoun, il 26enne marocchino trovato in fin di vita sul ciglio della strada in una frazione del comune di Asso e poi morto durante il trasporto in ospedale. Questo avrebbe riferito, nei minuti concitati successivi all’arresto, al proprio avvocato. E venerdì potrà riferire al magistrato la propria versione di quanto avvenuto nella notte tra lunedì e martedì in una casa del Triangolo Lariano. Questa mattina infatti Norddine El Amari, 18enne marocchino già noto alle forze di polizia, sarà sentito dal gip Luciano Storaci dopo il fermo eseguito dai carabinieri in quanto sospettato proprio dell’omicidio dell’amico e connazionale. Ancora molti i punti da chiarire su quanto avvenuto. A partire dalla ricostruzione delle coltellate mortali – una al cuore e una alla gola – e dal punto dove sarebbero state inferte. Cioè se immediatamente fuori dalla casa dove il gruppo di quattro o cinque marocchini si era ritrovato con altrettanti italiani per fare baldoria con litri di alcol, oppure in alto, sullo spiazzo dove il corpo è poi stato trovato.

Mauro Peverelli

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