Cronaca

Assolto dall’omicidio, fa ricorso per gli 11 mesi in cella

Il delitto di Valbrona torna in aula il 27 giugno
Emiliano D’Elia fu condannato solo per l’arma con cui il padre uccise Antonino Correnti
«Appare evidente come la scelta di optare per una pena di 11 mesi e 20 giorni sia stata fatta con l’unico scopo di giustificare gli 11 mesi e 20 giorni trascorsi in carcere a titolo di custodia cautelare» per un omicidio non commesso. Per questo motivo, «chiediamo che Emiliano D’Elia venga assolto dal reato di detenzione dell’arma per non aver commesso il fatto oppure perché manca o è insufficiente la prova».
È passato poco più di un anno dalla sentenza di primo grado sull’omicidio
di Antonino Correnti. Un delitto che ha portato alla condanna di Carlo D’Elia (60 anni) a 30 anni di carcere e assolto dalla stessa accusa il figlio Emiliano (che oggi ha 22 anni), che passò quasi un anno in cella con pendente sul capo l’imputazione di concorso nell’omicidio che avvenne il 23 febbraio 2010 a Visino di Valbrona. Per quei fatti gli avvocati della difesa Livia Zanetti e Alessandro Borghi passano al contrattacco. E lo fanno presentando un ricorso in Appello per chiedere sia la concessione di uno sconto per Carlo D’Elia – «escludendo l’aggravante della premeditazione» – sia soprattutto per chiedere l’assoluzione di Emiliano anche per gli 11 mesi e 20 giorni riconosciuti per la detenzione dell’arma. Una pena «troppo pesante partita da una base di tre anni» e riferita ad una pistola «acquistata da Carlo», «custodita da Carlo», «portata fuori dalla propria abitazione da Carlo all’insaputa del figlio» e sempre da Carlo «seppellita all’interno della ditta del figlio» senza «un precedente accordo tra i due». «Non si spiega pertanto come Emiliano abbia concorso nella detenzione dell’arma» che servì a uccidere Antonino Correnti al termine di un litigio sfociato per una questione legata a rancori passati. La spiegazione degli 11 anni e 20 giorni, secondo la difesa, ha «l’unico scopo di giustificare i giorni che Emiliano aveva trascorso in carcere» prima di essere assolto dall’accusa di omicidio. L’appuntamento di fronte ai giudici di Appello di Milano è fissato per il prossimo 27 giugno.
L’omicidio avvenne alle sette della mattina in un parcheggio di Visino, frazione di Valbrona.
Antonino Correnti, artigiano, fu prima picchiato e poi freddato con un colpo di pistola mentre si recava al lavoro. I carabinieri arrestarono poche ore dopo Carlo D’Elia e in seguito anche il figlio che si trovava sul luogo del delitto. Secondo il giudice che l’ha assolto, tuttavia, non avrebbe in alcun modo concorso al delitto nato da vecchi rancori anche di natura economica.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Carlo D’Elia, al centro con una tuta blu, poco dopo l’arresto da parte dei carabinieri. In primo grado ha rimediato 30 anni
22 maggio 2012

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