Astrologia, l’antica mescolanza tra scienza e superstizione

Il dariosauro
di Dario Campione

Teofilo di Edessa, nell’VIII secolo dopo Cristo, la definì «la più degna delle arti», mentre Vettio Valente, che ne fece l’argomento di un trattato “popolare” pubblicato ad Antiochia nel III secolo, la elesse a «regina delle scienze».
Parliamo dell’astrologia, antenata e progenitrice dell’astronomia, tradizione culturale presente in tutti i popoli antichi: dai Caldei ai Babilonesi, dai Maya agli Egiziani. Posidonio di Apamea, geografo e storico greco del I secolo avanti Cristo considerato
dai coetanei il massimo filosofo dei suoi tempi, la fece conoscere ai Romani. Il suo allievo prediletto, Cicerone, racconta di un planetario costruito dal maestro per riprodurre il moto degli astri celesti. E nel “Tetrabiblos”, gigantesco trattato attribuito a Tolomeo, il fondatore dell’astronomia tenta di darle una sistemazione razionale.
Mescolanza di superstizione, di scienza e di metafisica naturalistica, l’astrologia ricevette i primi, duri colpi, soltanto nel Rinascimento, e venne annientata da Galileo, seppure Keplero, contemporaneo del grande fisico pisano, riaffermasse in alcuni suoi scritti il «diritto a una connessione universale del cosmo». Nel 1957 Theodor Adorno spiegò il motivo del successo moderno e mediatico dell’astrologia, «pseudorazionalità» che fa presa su settori amplissimi della popolazione.
Oggi gli oroscopi sono dovunque: sui giornali, in tv, alla radio, on line. Nel mondo dominato dalla tecnologia e dalla scienza la lettura delle stelle appassiona milioni e milioni di persone. Ne parliamo stasera, in diretta su Etv, a partire dalle 20.30. Per capire se il cielo racconta la verità oppure si prende gioco di tutti noi.
dariosauro@espansionetv.it

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