Atenei lombardi a colloquio con il ministro. Oggi le prime indicazioni per la ripartenza

Nel prossimo anno accademico. Due terzi solo al Sud

Un documento dettagliato per far ripartire le università lombarde a pieno regime è pronto.
E proprio questa mattina verrà sottoposto al ministro dell’Università Gaetano Manfredi. Molti i temi da discutere e su cui prendere delle decisioni. A spiegare i contenuti di maggior rilievo interviene il professor Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli studi di Bergamo e presidente della Conferenza dei rettori della Lombardia. «Abbiamo lavorato per presentare le linee guida per gli atenei lombardi – dice il professore – Innanzitutto il messaggio forte che vogliamo far passare è quello di una riapertura degli atenei con un ritorno in aula per i lombardi, per gli studenti che non sono dei fuori sede. Diverso il discorso per gli studenti stranieri e appunto per i tantissimi fuori sede che rappresentano oltre il 50% degli iscritti – spiega Morzenti Pellegrini – Per loro, per ovvi motivi di sicurezza legati ai numeri di quanti possono essere presenti nelle aule, abbiamo previsto che riparta la didattica a distanza. Il web verrà utilizzato anche per i corsi particolarmente affollati e dunque dove non si potrà garantire la presenza fisica per tutti, viste le ben note ragioni di distanziamento».
Tutte le università intanto sono al lavoro per creare le condizioni adeguate, richieste per ripartire. «Si stanno approntando gli spazi necessari e si stanno studiando anche soluzioni che consentano a tutti, nel più breve tempo possibile, di poter tornare in presenza nelle aule del proprio ateneo. Si sta valutando l’ipotesi di fare lezioni anche al sabato. Si sta pensando poi di costruire un calendario delle lezioni più diluito nel corso della giornata proprio per accogliere il maggior numero possibile di ragazzi e ragazze», spiega il presidente. Infine, un pensiero «per le matricole che arrivano già da un semestre difficile che li ha portati a sostenere un insolito esame di maturità. Per loro stiamo cercando di predisporre un ingresso in ateneo il più facile possibile», conclude il professor Remo Morzenti Pellegrini.
Anche il rettore dell’Università dell’Insubria Angelo Tagliabue sta seguendo con attenzione l’evolversi del quadro della didattica a distanza e delle misure necessarie a garantire università sicure.
«Di certo riporteremo in aula tutti gli studenti delle nostre 12 lauree magistrali biennali – spiega il rettore – perché i numeri sono compatibili con le dimensioni delle aule, già individuate per accoglierli in sicurezza». Diverso per le lauree magistrali a ciclo unico e per le triennali. «Si tratta in questi casi di corsi molto frequentati e non è possibile assicurare il distanziamento necessario. Nei casi di corsi in presenza, sarà comunque assicurata anche la modalità a distanza per chi la preferisse. Stiamo poi lavorando per portare in università le matricole delle lauree triennali: stiamo valutando tutte le possibilità per farlo, per esempio organizzando piccoli gruppi con docenti e tutor per affiancare i giovani studenti, come è tradizione nel nostro ateneo, e non solo nei primi giorni di università. Queste sono le nostre linee guida per il primo semestre, che si chiude il 23 dicembre. Via via le aggiorneremo con le nuove indicazioni che arriveranno dalla Crui e dai Ministeri competenti», chiude il rettore Tagliabue.

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