L’Atr 42 caduto a Conca di Crezzo, commemorazione e  ricordi. L’omaggio dell’astronauta Cheli
Cronaca, Territorio

L’Atr 42 caduto a Conca di Crezzo, commemorazione e ricordi. L’omaggio dell’astronauta Cheli

Da Conca di Crezzo

Una cerimonia sentita e commovente. A trent’anni di distanza a Conca di Crezzo è stata ricordata la tragedia dell’Atr 42 Colibrì. Il 15 ottobre del 1987 l’aereo, in volo da Milano-Linate a Colonia, cadde sui monti del Triangolo Lariano. Persero la vita 37 persone: i piloti Lamberto Lainè e Pierluigi Lampronti, l’assistente di volo Carla Corneliani e 34 passeggeri. Una ulteriore vittima, il carabiniere 19enne Massimo Berth, scomparso per un incidente stradale durante le operazioni di soccorso.

Al Sacrario che ricorda quella tragedia erano in tanti, a partire da alcuni testimoni della tragedia, alpini di Barni che all’alba del 16 ottobre ritrovarono i resti dell’aereo e ricordano ancora i vestiti sugli alberi come se fossero bandiere, e, particolare drammatico, i resti umani sparsi un po’ ovunque. C’erano poi piloti, compagni di corso di Pierluigi Lampronti, alcuni  parenti delle vittime dell’incidente di Linate e i familiari di Alberto Rovelli, 33 anni, di Vimercate, uno dei passeggeri che ha perso la vita a Conca di Crezzo.

A rappresentare le istituzioni il sindaco di Barni Mauro Caprani e il primo cittadino di Oliveto Lario Bruno Polti. Non è riuscita a raggiungere il sacrario Francesca Lainè, figlia del comandante del Colibrì, Lamberto, trattenuta lontano dalla Lombardia da impegni familiari e di lavoro. Ma giovedì scorso, proprio in vista della ricorrenza, ha visitato il luogo della sciagura nel ricordo del padre e delle altre vittime. Tra le persone che hanno seguito la cerimonia anche l’astronauta Maurizio Cheli.

Dopo la messa ha preso la parola Rinaldo Pozzi, che in questi anni ha coordinato l’associazione che ha lo scopo di ricordare le vittime degli incidenti aerei. “Non mancò l’impegno dei piloti – ha detto – Purtroppo è stata pagata cara l’imprevedibilità della natura”. Come è noto, l’Atr 42 dell’Ati (compagnia affiliata ad Alitalia) cadde per una pesante formazione di ghiaccio sulle ali, che di fatto lo rese ingovernabile.

Maurizio Cheli ha seguito la cerimonia con riservatezza; l’astronauta italiano ha voluto portare il suo omaggio agli sfortunati protagonisti di una vicenda che all’epoca aveva seguito. Non aveva conosciuto Lainè e Lampronti, ma molti piloti loro amici che gli hanno parlato dell’equipaggio dell’Atr 42. Vale il concetto che  qualcuno ha sottolineato in questi giorni: “Alitalia era ed è una grande famiglia”.

Marco Ghisalberti, oggi primo ufficiale, ha ricordato la figura del collega Pierluigi Lampronti, scomparso a 30 anni. “Era un ragazzo appassionatissimo – ha spiegato – Abbiamo passato assieme ad Alghero sei mesi a fare il corso. Non dimentico la sua grande motivazione, la grande voglia che aveva di diventare pilota. Stava coronando il suo sogno. E proprio per la sua grande passione sono sicuro che oggi sarebbe stato un maestro per gli altri giovani aspiranti piloti”.

Massimo Moscardi

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15 Ottobre 2017

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