Attentato alla Manor di Lugano: in Svizzera sono almeno 130 gli islamisti radicalizzati

Svizzera bandiera

Il giorno dopo l’attentato alla Manor di piazza Verdi, Lugano si è svegliata incredula e sotto shock. Inevitabile in una città dove episodi del genere non sono quasi nemmeno pensabili. La tranquillità del centro luganese è proverbiale, lo scossone di martedì pomeriggio è stato simile a un terremoto.

In realtà, però, almeno tra gli esperti del terrorismo islamico, quanto accaduto non è stata una novità assoluta. Lo ha spiegato in modo chiaro – in un’intervista al quotidiano di lingua tedesca Blick Miryam Eser, docente presso il dipartimento di lavoro sociale della Scuola universitaria professionale di Zurigo: «Un fatto del genere sarebbe potuto accadere in qualsiasi città, ma i dati sui membri della jihad in Svizzera nel 2019 mostrano che sia l’area del Lago di Ginevra sia il Ticino sono i territori più colpiti dalla radicalizzazione rispetto ad altre regioni della Confederazione».

Secondo Miryam Eser, che nella sua intervista cita i numeri dei servizi rossocrociati, «nel 2019 c’erano circa 130 persone classificate come radicalizzate, ed è difficile dire quante di loro possano diventare pericolose. Di queste, cinque erano in Ticino».

L’articolo completo sul Corriere di Como in edicola oggi, giovedì 26 novembre

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.