Attentato nel centro di Strasburgo: la corsa a pochi metri dagli spari. La testimonianza

Attentato Strasburgo

Dal 2012 il manager comasco Simone Ceruti lavora e vive con la famiglia a Bruxelles. Nella primavera di due anni fa aveva così dovuto imparare a convivere con il livello di allerta 4, la città blindata e militarizzata dopo un attentato terroristico.
Mai però avrebbe pensato che la sorte gli avrebbe riservato, per martedì pomeriggio scorso, di assistere anche al dramma di Strasburgo. È stato lui stesso a dare notizia a tanti amici sulle sue condizioni di salute, via Facebook, nell’immediatezza dell’attentato terroristico che è costato al momento tre vite umane e 9 feriti, di cui uno in condizioni gravissime.
Ceruti, su Facebook, ha postato anche una foto e due brevi video dalla finestra del suo appartamento. «Tutti i mesi vado a Strasburgo per la plenaria del Parlamento – spiega al telefono – A volte soggiorno in albergo, questa volta ho preso in affitto un appartamento a Place Kléber, dove ci sono il mercatino e la pista di pattinaggio. L’attentato è avvenuto in una delle strade laterali della piazza».
Il manager e partner della società Boldt, si è trovato di fronte a diverse persone in fuga, terrorizzate. «Ero appena sceso dal tram – spiega – Ho fermato un giovane per chiedere cosa stesse succedendo e mi ha gridato: “are shooting, are shooting”, ovvero: stanno sparando. Dopo pochi secondi abbiamo sentito almeno cinque colpi a raffica. Erano vicini a noi. Ho scelto di correre verso il palazzo del mio appartamento. Mi sembrava la migliore soluzione. Ho accolto nel portone di casa due signore tedesche. Erano terrorizzate. Dopo un paio di interminabili minuti abbiamo visto arrivare la polizia. Ho poi seguito dalla finestra le operazioni di soccorso».
Ieri, Strasburgo era cambiata. «Mi sono mosso in mattinata – dice – le bancarelle di Place Kléber erano state smantellate durante la notte. Polizia ed esercito avevano delimitato un perimetro per le ricerche del fuggitivo. Se non fossi rincasato subito, sarei dovuto restare fuori tutta la notte. Ho parlato con amici che fanno parte dello staff degli eurodeputati italiani. Hanno potuto lasciare il Parlamento all’alba. Nessuno si poteva muovere».
Un attentato che ha colpito uno dei cuori politici dell’Europa, nonostante le grandi misure di sicurezza messe in campo.
«Qui le auto non si possono neppure avvicinare al centro – dice Ceruti – Le misure contro possibili attentati sono cresciute di anno in anno. Anche sulle rotaie dei tram vengono messe barriere mobili in modo da chiudere i percorsi. Eppure sono riusciti a colpirci anche qui», conclude il comasco.

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