ATTENZIONE A NON SCIVOLARE

di MARIO RAPISARDA

La posizione della diocesi

Scrivere e parlare dei “fenomeni miracolosi” di Maccio è estremamente delicato.
Quando il soprannaturale entra in contatto con il mondo dell’informazione, tutti coloro i quali sono chiamati a occuparsene devono sapere, rendersi conto di toccare corde eccezionalmente sensibili. Questa attenzione doverosa riguarda certamente noi giornalisti. Ma anche chi, nella Chiesa, è deputato a gestire le comunicazioni.
Il motivo è del tutto evidente: ciò che è legato alla fede può far scattare reazioni irrazionali, difficili da gestire e da controllare anche per la stessa Diocesi.
Il caso di Villa Guardia è, in questo senso, emblematico.
Il parroco, don Luigi Savoldelli, sabato sera ha annunciato il “miracolo dell’acqua”. Già il giorno successivo la processione di fedeli al santuario era importante. E ieri, a distanza di quattro giorni, una moltitudine di persone chiedeva bottiglie di acqua proveniente dall’altare e portava i parenti malati all’interno della chiesa.

Di questo passo – e non suoni a insulto – nel giro di pochi mesi avremo interi pullman in arrivo, bancarelle di immagini e santini ai lati del sagrato, schiere di mercanti intorno al tempio.
E tutto ciò in una situazione che, è giusto dirlo, non è, nel modo più assoluto, definita. C’è tuttora una commissione al lavoro, che sta valutando con attenzione i fenomeni inspiegabili che si sono manifestati a Villa Guardia.
Lo diciamo con profondo rispetto. Ma non possiamo non sottolineare che, a tutt’oggi, Maccio non è, o se volete non è ancora, Lourdes.
Questo è doveroso ribadirlo perché vedere ieri decine, centinaia di fedeli entrare nel santuario per avere un segno di speranza, per ottenere una grazia, per avere un conforto non può non colpire e far riflettere sull’enorme responsabilità che la nostra Diocesi si è accollata nel permettere l’annuncio di sabato scorso.
Un mondo di sofferenza si è mosso, anzi si è mobilitato nel giro di poche ore perché ha letto e visto da giornali e tv ciò che il parroco ha annunciato pubblicamente.
La Chiesa ha immense responsabilità nei confronti di chi crede. E ha sempre dimostrato grande capacità di attesa in presenza di segni soprannaturali. Oggi, a Maccio, non può e non deve rischiare che la situazione le sfugga di mano.
In questo senso è probabilmente auspicabile che i vertici della Diocesi escano dal grande riserbo sin qui tenuto.
L’annuncio pubblico di sabato sera non può a questo punto rimanere l’unica voce sul tappeto. Se i fenomeni miracolosi fossero rimasti unicamente oggetto di analisi teologiche, il silenzio della Curia avrebbe avuto certamente un senso. Ora, dopo quanto accaduto lo scorso fine settimana, il contesto suggerisce un intervento chiaro.
Questa è una situazione che, lo ribadiamo, non può sfuggire di mano. Lo impone una schiera di malati con le radiografie e le analisi del sangue sottobraccio davanti all’altare di Maccio.
mrapisarda@corrierecomo.it

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