Cronaca

Attesa infinita in Cassazione per la vicenda di don Mauro

Ieri sera non era ancora giunta la decisione della Suprema Corte
Don Mauro Stefanoni appeso a un filo. Quello del telefono, che divide la propria casa di Cantù dal “Palazzaccio” di Roma, sede della Cassazione. Al momento di andare in stampa, ieri sera, non era infatti ancora giunta dalla capitale alcuna comunicazione sull’esito dell’udienza che ha visto dibattuta la vicenda dell’ex parroco di Laglio, a processo con la pesante accusa di violenza sessuale ai danni di un ragazzo dell’oratorio che all’epoca dei fatti era minorenne. In primo e in secondo grado, il prete brianzolo, 43 anni, è stato condannato
a otto anni di reclusione, ma i suoi avvocati – Guido Bomparola e Massimo Martinelli – si sono rivolti alla Cassazione.
L’udienza era già stata fissata due volte, ma nel primo caso era saltata per un eccesso di cause fissate, mentre nel secondo a far spostare la discussione fu un difetto di notifica all’avvocato Martinelli. Ieri invece, di fronte anche ai legali della parte civile (Nuccia Quattrone e Leonardo Ortelli, in rappresentanza del ragazzo e della sua famiglia) la questione di don Mauro Stefanoni è stata affrontata. Il procuratore generale ha chiesto il rigetto del ricorso presentato dalla difesa. Che a sua volta, ovviamente, ha concluso in modo opposto. Alle 13 è poi iniziata la lunga attesa che, come detto, nella tarda serata di ieri non era ancora stata soddisfatta, né in un senso né nell’altro. Ore di ansia per le parti in causa: per l’ex parroco di Laglio, se la sentenza di primo e secondo grado dovesse essere confermata, si aprirebbero infatti le porte del carcere.
I fatti di cui si è discusso ieri a Roma si sarebbero verificati – secondo la tesi accusatoria, perché il religioso ha sempre negato ogni addebito – nel periodo compreso tra l’estate del 2003 e l’autunno del 2004.
Nel maggio 2005 don Mauro venne anche arrestato e messo ai “domiciliari” nella sua casa di Cantù, custodia cautelare poi revocata dal Riesame in autunno.
Ma nella vicenda si inserirono altre delicate questioni, come quella che portò all’iscrizione sul registro degli indagati dell’ex vescovo di Como Alessandro Maggiolini, accusato di favoreggiamento per aver avvisato l’allora parroco di Laglio delle indagini che si stavano svolgendo a suo carico. Il processo al parroco si aprì invece il 31 ottobre 2006 e, dopo oltre un anno e mezzo di battaglie in udienza, arrivò la prima pesante sentenza a otto anni, poi confermata in Appello.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il “Palazzaccio” di Roma, sede della Corte di Cassazione. Ieri si è discussa la vicenda di don Mauro Stefanoni
23 maggio 2012

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto