Attesa per il nuovo assessore: la nomina è prevista per oggi. Sindaco e Bonduri ieri in riunione

Palazzo Cernezzi

Il Comune di Como verso il post Locatelli. Sono giornate convulse quelle che sta vivendo la giunta di Palazzo Cernezzi.
Si susseguono ormai da giorni incontri e riunioni per discutere quale assetto dare all’esecutivo nei prossimi tre anni. L’ultimo vertice ieri mattina, in Comune, dove il sindaco Mario Landriscina ha ricevuto il consigliere della Lega Alessandra Bonduri, probabilmente per la firma del decreto di nomina a nuovo assessore. «Domani (oggi) comunicheremo il nome che entrerà a far parte della giunta», ha spiegato telegrafico il primo cittadino di Como.
L’incarico sarà infatti assegnato ad Alessandra Bonduri, consigliere comunale del Carroccio, alla quale subentrerà in consiglio comunale un’altra donna, Pierangela Torresani.
Resta però ancora da capire come saranno suddivise le deleghe che fino a pochi giorni fa erano gestite dall’ex vicesindaco e assessore del Comune di Como e oggi ministro alle Disabilità e alla Famiglia del governo Conte, Alessandra Locatelli.
Si tratta delle Politiche sociali e di sostegno alla famiglia, Politiche abitative, Solidarietà, Piani di zona, Lavoro, Impresa sociale, Reti sociali e Decoro sociale che potrebbero infatti essere spacchettate o, meglio, rinominate. La responsabilità dei Servizi sociali potrebbe finire nelle mani di Angela Corengia, che già si occupa di Politiche educative, Politiche giovanili e Asili nido. Il resto invece sarebbe di competenza di Bonduri, la quale di fatto diventerebbe una sorta di assessore al Lavoro.
L’ipotesi di dividere le deleghe dell’ex vicesindaco di Como sembrerebbe reale, mentre resta ancora da capire chi sarà l’esponente dell’attuale giunta Landriscina al quale saranno affidate le materie più delicate, quelle che riguardano il sociale. In ogni caso, questa mattina il sindaco di Como comunicherà il nome di chi prenderà il posto lasciato vacante da Alessandra Locatelli, anche perché, in linea teorica, senza il nuovo assessore la giunta non potrebbe nemmeno deliberare. La mancanza di una donna nell’esecutivo, infatti, determina la violazione delle cosiddette quote rosa ed è causa di illegittimità delle scelte che eventualmente dovessero essere assunte.

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