In aula per l’omicidio dell’architetto Molteni. Due imputati chiedono scusa ai familiari
Cronaca

In aula per l’omicidio dell’architetto Molteni. Due imputati chiedono scusa ai familiari

Alfio Molteni

Hanno chiesto scusa in aula ai familiari della vittima, uno tramite una lettera letta al giudice, l’altro direttamente a voce chiedendo di poter parlare. Poi hanno ascoltato le parole della requisitoria della pubblica accusa, che ha invocato due condanne a 20 e 16 anni con il rito abbreviato e lo sconto di un terzo della pena. Si è svolta ieri la prima udienza preliminare per l’omicidio dell’architetto di Carugo Alfio Molteni, freddato con un colpo di pistola – che avrebbe dovuto essere un avvertimento – la sera del 14 ottobre 2015.

In aula, di fronte al giudice Ferdinando Buatier de Mongeot, si sono presentati Luigi Rugolo (44enne di Seveso), Michele Crisopulli (45 anni, residente a Cesano Maderno), e Giuseppe De Martino (60 anni residente pure lui a Cesano Maderno). Quest’ultimo – per cui l’accusa ha chiesto 8 anni – doveva rispondere dello stalking e dell’incendio dell’autovettura di Molteni e non dell’omicidio per cui è comunque ancora indagato. A chiedere scusa ai familiari della vittima sono stati Crisopulli (con la lettera) e Rugolo (a parole). Il pm Daniela Moroni ha invocato per loro rispettivamente 16 e 20 anni concedendo le attenuanti generiche per la collaborazione posta in essere con le indagini ancora aperte. Un pentimento dunque che anche la pubblica accusa avrebbe ritenuto credibile e non tardivo.

Parte civile nel processo si sono costituiti il padre e il fratello dell’architetto Molteni (che hanno chiesto una provvisionale da 250mila euro complessiva), il figlio e la ex moglie (non ovviamente Daniela Rho, in carcere in quanto accusata con il commercialista e amante Alberto Brivio di essere la mente dell’omicidio). Per queste ultime due parti è stata invocata una provvisionale complessiva da 600mila euro. L’udienza preliminare è proseguita per tutta la mattina e buona parte del pomeriggio (quando hanno parlato le difese), per poi essere rinviata al 14 aprile, giorno in cui è attesa la sentenza. Secondo la tesi dell’accusa, in questa complicata vicenda Rugolo sarebbe stato il tramite tra gli esecutori materiali del delitto e i presunti mandanti, ovvero la moglie e il commercialista. Crisopulli invece sarebbe stato presente sul luogo del delitto a Carugo, come pure De Martino a cui però l’ordinanza è stata notificata da poco ed è dunque in aula “solo”per l’incendio dell’auto di Molteni e per lo stalking. Le persone coinvolte nell’indagine sul delitto sono complessivamente dodici. Gli arresti più eclatanti, nel luglio dello scorso anno furono come detto quelli della moglie della vittima, Daniela Rho, che si stava separando dal marito e del commercialista e amante di lei Alberto Brivio. La donna, secondo l’accusa – pm Pasquale Addesso e Daniela Moroni – voleva mettere in cattiva luce l’ex compagno e far credere che avesse attività sospette con l’obiet – tivo di allontanare da lui le due figlie. Molteni, dopo una serie di atti intimidatori, la sera dell’omicidio fu avvicinato mentre con l’auto del figlio usciva di casa. Molto probabilmente doveva essere un ennesimo avvertimento come quelli già subiti nei mesi precedenti, invece un proiettile partì e ferì mortalmente l’architetto di Carugo.

28 Marzo 2017

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