Aumenta il caro benzina. Svizzera sempre più conveniente

La Maroni: «Posti di lavoro a rischio, si fermi l’esodo oltreconfine»
Un triste primato, quello che viene fatto registrare dall’Italia nelle ultime ore. Siamo il Paese europeo dove costa di più fare il pieno di benzina, con una media che si avvicina a 1,80 euro al litro.
E nella nostra provincia, grazie al raffronto costante con i prezzi applicati in Svizzera, questo divario diventa ancor più impietoso e sotto gli occhi di tutti.
Così, mentre ieri mattina nel Comasco, dove vige la tessera sconto che permette di avere una riduzione di 18 centesimi al
litro per chi risiede in fascia A (nel raggio di 10 chilometri dal confine) e di 10 centesimi per chi vive in fascia B (entro 20 chilometri dalla dogana svizzera), un litro di verde costava mediamente tra 1,731 a 1,761 euro al litro (già scontato) e il gasolio oscillava tra 1,695 e 1,719 euro al litro, appena varcato il confine la situazione era ben differente.
A Pizzamiglio, infatti, per la benzina senza piombo si spendevano 1,541 euro al litro mentre per il gasolio 1,641 euro. Prendendo in considerazione il prezzo comasco più basso si nota che il risparmio medio sia di 19 centesimi al litro per la verde mentre per il gasolio si assesta sui 5 centesimi.
Sul problema sempre più pressante dell’innalzamento senza sosta dei prezzi del carburante, l’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) ha effettuato uno studio verificando come «per un pieno, in media, si spenda il 12% in più che nel resto d’Europa – si legga nella nota Adoc – con una differenza, in un anno, di ben 350 euro».
Intanto, in alcune zone d’Italia, si è sfondata quota 1,90 euro al litro e il disonore dei 2 euro è sempre più vicino. Anche il prezzo del petrolio, da alcuni giorni, è in costante rialzo. Negli Stati Uniti è arrivato a 105 dollari al barile mentre a Londra si viaggia abbondantemente sopra i 120 dollari al barile. Intanto da Roma sono di recente arrivate notizie incoraggianti. Prima tra tutte la promessa di poter disporre di 40 milioni di euro aggiuntivi per rimodulare la carta sconto. «Ora siamo in attesa che si concretizzi il tutto. Continuiamo ad assistere all’esodo oltreconfine – dice Daniela Maroni, responsabile dei benzinai comaschi per Confcommercio – Va fermato. A rischio ci sono molti posti di lavoro e la sopravvivenza di un intero settore».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Sempre più comaschi si mettono in coda ai valichi di confine per approfittare della notevole differenza di prezzo alla pompa

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