Aumentano i fallimenti sul Lario, in un anno + 18,2%

I dati della Camera di Commercio

Sono in calo invece gli assegni protestati e le tratte bancarie non accettate

(a.cam.) Impennata inarrestabile dei fallimenti sul Lario. Nel 2013, le procedure aperte sono state 169, con un picco di oltre il 18,2% rispetto all’anno precedente. Opposta, invece, la tendenza in materia di protesti. I pagamenti in ritardo sono diminuiti di quasi il 30% rispetto ai dodici mesi del 2012.
Sul fronte dei fallimenti, i numeri mostrano un aumento che appare inarrestabile. Come detto, nel 2013 sono state aperte 169 procedure di fallimento nel Comasco, con un aumento rispetto all’anno

precedente superiore al 18%. Un dato tristemente in linea con la situazione dell’ultimo quinquennio.
Nel 2009, le procedure di fallimento avviate sul Lario erano state 115, poi salite a 122 nel 2010 e a 127 nel 2011. Impennata significativa nel 2012, quando il dato aveva toccato quota 143. Quindi un’ulteriore ascesa fino ai 169 dell’anno appena concluso.
Opposta la situazione dei ritardi nei pagamenti. Nell’anno appena concluso, la diminuzione dei protesti in provincia di Como è stata netta. Complessivamente, sono stati contestati 635 assegni, per un valore totale di oltre 3 milioni di euro. A questi si aggiungono 6.952 cambiali, pagherò e tratte, per oltre 11 milioni di euro e 979 tratte non accettate, per un valore di oltre 1,3 milioni di euro.
I dati, ottenuti dalle elaborazioni delle informazioni contenute nel registro informatico dei protesti, redatto dalla Camera di Commercio di Como, evidenziano una chiara inversione di tendenza rispetto al trend che ormai si era consolidato dall’inizio della crisi.
«Gli effetti protestati – precisano dalla Camera di Commercio – risultano in diminuzione sia relativamente al numero, con un calo del 29,7%, sia per quanto riguarda l’importo totale, ridotto del 53% nel 2013 rispetto al 2012. Comparando la serie storica delle diverse tipologie dei titoli protestati, abbiamo riscontrato nel 2013 un sostanziale riallineamento con i dati del periodo precedente alla crisi economica».
Qualche dettaglio, per chiarire meglio il quadro della situazione. Dal 2009 al 2012, le cambiali protestate erano aumentate da quasi 7mila a 9mila per un valore complessivo passato da 12,3 a 25 milioni di euro. Nel 2013, il numero è sceso a meno di 7mila per un valore totale di 11,6 milioni di euro. Per quanto riguarda le tratte non accettate, si è passati dalle 346 del 2009 alle oltre mille degli ultimi anni, per poi scendere sotto questa soglia lo scorso anno. Gli effetti protestati erano cresciuti da 8.600 del 2009 a quasi 11mila nel 2012.

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