Aumento dell’Iva, i commercianti: «Ritoccheremo i prezzi»

Gli effetti della manovra finanziaria – Ma non manca chi va controcorrente: «Per ora assorbiremo noi il passaggio dal 20 al 21%, poi decideremo come comportarci»
Per gli esercenti molti consumatori sono poco informati sull’incremento dell’aliquota scattato ieri
L’aumento dell’Iva costringerà le famiglie comasche a sborsare 92 euro in più ogni anno. Questa la media calcolata in base a uno studio effettuato dalla Cgia, l’Associazione artigiani e piccola impresa di Mestre. Ben 32 euro finiranno in spese per i trasporti a causa dell’aumento dei carburanti e dei biglietti di bus, treni e aerei. Diciotto gli euro aggiuntivi da mettere in preventivo per l’acquisto di elettrodomestici, abbigliamento e calzature. Il resto verrà speso sul fronte dei servizi

e del tempo libero: 12 euro in più per beni e servizi come le assicurazioni o la cura della persona, 6 euro per i servizi postali e la telefonia, 5 per i giochi, la cultura e il tempo libero.
Cattive notizie, dunque, per i consumatori. Ma come stanno reagendo i commercianti davanti a questo incremento di un punto percentuale dell’Iva, da ieri passata dal 20 al 21%? «Sicuramente non ci aiuta – spiega Lorena Campaner del negozio di abbigliamento “Paola De Siena” – Dovremo fare i “conti” con i clienti e spiegare il perché di questo balzo in alto. Per ora non mi sembra siano bene informati».
«Per adesso è tutto regolare – interviene Davide Bernasconi del negozio di pelletteria “Gavarini” – Ovviamente dovremo iniziare a ritoccare i prezzi per adeguarci all’aumento. I clienti non sono ancora a conoscenza della variazione».
Che i consumatori siano poco informati sul tema è opinione condivisa da numerosi esercenti.
«L’abbiamo saputo all’ultimo momento noi commercianti, figurarsi i clienti – commenta infatti Enrica Rossi del negozio di confetteria e bomboniere “Bijoux” – Siamo davanti all’ennesimo aumento che ricadrà sui cittadini. Non è giusto. Con l’arrivo della nuove merci, ritoccherò anch’io i prezzi».
Ma c’è anche chi, almeno per ora, non se la sente di far ricadere sui comaschi l’aumento dell’Iva.
«Assorbiremo noi questo 1% di incremento – spiega Viviana Noseda della boutique “Viviana” – Più avanti decideremo come comportarci. Mi sembra comunque che ci sia ancora parecchia disinformazione».
Vi sono anche numerosi beni, sui quali si pagano le aliquote Iva del 4 e del 10%, che non sono stati toccati dall’aumento, scattato solo per l’aliquota del 20%, salita al 21%.
«Fortunatamente rientro in quelle categorie – dice con un sospiro di sollievo Elena Nesi del negozio di dolciumi “Le mille e una mella” – I prodotti che vendo rientrano nella fascia del 10%. In effetti, penso che anche l’incremento di un solo punto percentuale inciderebbe negativamente sul giro d’affari».
C’è invece chi ha già provveduto ad adeguare i prezzi all’aumento dell’Iva, come nel Centro Tim di via Milano. «C’è crisi. Lo sanno tutti. E che cosa fanno? Aumentano i prezzi – dice Michela Matteri – Noi ci siamo preparati. Anche se ciò avrà effetti negativi».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Ieri i comaschi alle prese con lo shopping hanno dovuto per la prima volta fare i conti con l’aumento dell’Iva, salita dal 20 al 21% (foto Villa)

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