Aurora chiude e fa il tutto esaurito

altMartedì l’ultimo incontro con i genitori Anna Veronelli: «Iscrizioni aumentate»
Si è conclusa martedì sera l’edizione 2014 del “Progetto Aurora”, il corso per famiglie organizzato da Anna Veronelli, coordinatrice della Scuola per famiglie, e dalla cooperativa AttivaMente. Le tre serate, che si sono tenute per la prima volta al Teatro Sociale, hanno fatto registrare il tutto esaurito per la gioia degli organizzatori. «È stata una grande emozione riempire il Sociale in così poco tempo – afferma la Veronelli – È da cinque anni che abbiamo circa 900 richieste per seguire i nostri incontri. Fino alla scorsa edizione, le serate si tenevano al Politecnico, in via Castelnuovo: trasferendo la nostra casa in teatro, le iscrizioni sono anche aumentate. Il prossimo passo sarà lo stadio Sinigaglia, anche se potremmo avere qualche problema con la pioggia», scherza l’ex assessore all’Istruzione.

Aurora 2014 resterà comunque nella storia: la lunga fila di genitori fuori dall’ingresso del Teatro Sociale per il primo incontro, lo scorso 11 marzo, rappresenta una bella cartolina per tutta la città. Ma perché quest’iniziativa ha raccolto così tanto successo?
«Secondo me la gente partecipa per quattro motivi fondamentali – continua Anna Veronelli – In primis la bravura di Valerie Moretti e Jacopo Boschini, che tengono questi incontri ed affrontano temi difficili con leggerezza e autoironia. Sono importanti anche gli argomenti di cui si discute, vicini e accessibili a ogni famiglia. Poi il desiderio dei genitori di crescere e confrontarsi con altre persone, che vivono le stesse difficoltà ed emozioni. Infine, la voglia di stare insieme, il calore e la solidarietà che si vengono a creare in queste serate e che combattono la solitudine: siamo noi il vero social network!».
Molto felici e soddisfatti anche i due relatori: «Non poteva andare meglio di così – commenta la psicopedagogista Valerie Moretti, che segue questo progetto dal 2005 – I temi sono faticosi, ma la gente ascolta e viene volentieri. C’è un clima di festa, di gioia, che invoglia la gente a uscire di casa per sentir parlare di argomenti tosti». Ad Aurora nascono anche delle amicizie: «So di due signore che si sono conosciute la prima sera – continua l’esperta – e si sono poi ritrovate negli altri appuntamenti. Ora si frequentano anche al di fuori dei nostri incontri».
Una delle chiavi del successo di questa iniziativa è il giusto mix tra i temi importanti e la leggerezza con cui vengono trattati, secondo Jacopo Boschini: «Settimana scorsa, una signora mi ha scritto che è uscita dal teatro piangendo e, arrivata a casa, ha iniziato a scrivere. Un’altra, invece, se n’è andata ridendo. Noi veicoliamo messaggi importanti in maniera insolita. Non diamo risposte immediate ai bisogni dei genitori: Aurora è il primo step, per poi iniziare a ragionare e a lavorare dalla mattina seguente».
E martedì si è parlato di argomenti duri e difficili, come le dipendenze da sostanze stupefacenti e da videogiochi. I partecipanti all’incontro hanno potuto riflettere sui ruoli scomodi che i ragazzi si trovano spesso a dover interpretare, per le aspettative di cui vengono caricati, e su come affrontare le situazioni critiche. Scoprire che il proprio figlio è tossicodipendente, ad esempio, è una vera e propria bomba che scoppia in faccia, inaspettatamente.
Le questioni trattate sono molto apprezzate dai genitori che seguono il corso per famiglie, come testimonia Luana Galli.
«Il lavoro dei genitori è difficilissimo – afferma – Mi piace molto seguire questi incontri, soprattutto quando si parla dei figli. Qui ho trovato molte conferme».
Luisa Lenzi è invece contenta perché ha trovato qualcosa che le mancava. «Cercavo un corso per genitori, ma non c’è una grande offerta – afferma – Le scuole pubbliche dovrebbero dare più opportunità. Un’amica mi ha suggerito Aurora: la qualità degli interventi è ottima, in particolare il tema dell’autostima, affrontato nel secondo incontro, mi è piaciuto molto».
Secondo Emanuele D’Angelo, «la gente partecipa in maniera così importante perché questi incontri lasciano parecchi spunti di riflessione ai genitori. Si cerca poi di applicarli nelle famiglie».
Quella di martedì è stata la prima partecipazione per Salvatore Lapetina: «È importante mettersi in discussione – sottolinea – in modo da evitare al minimo gli errori che si possono commettere».
Tra i temi più interessanti di cui si è discusso, secondo Paola Elisio, c’è l’influenza che i genitori hanno sui figli. «È stato l’argomento più utile e drammatico – afferma – Questa iniziativa ha avuto così tanto successo perché, con il passare degli anni, cambia la società e deve cambiare anche il modo di affrontare i problemi».
C’è chi poi, nelle serate organizzate al Sociale, risolve alcuni dubbi, ma ne scopre anche di nuovi. «Ho trovato diverse risposte alle domande che avevo e me ne sono sorte di nuove – dice infatti Sabrina Bianchi – Gli argomenti di cui si è parlato negli incontri sono alla portata di tutti».

Marco Demicheli

Nella foto:
L’ultima serata dell’edizione 2014 del Progetto Aurora, che si è svolta martedì scorso al Teatro Sociale di Como

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