Australia-Usa: colloqui cooperazione Mar cinese meridionale

Consultazioni annuali a Washington

(ANSA) – SYDNEY, 29 LUG – L’Australia si è impegnata a rafforzare la cooperazione militare con gli Usa nel Mar cinese meridionale, lungo una rotta di massimo traffico commerciale, dove la Cina ha occupato e militarizzato diversi isolotti e atolli, installando anche un potente sistema di missili terra-aria. Tuttavia il governo di Canberra, rappresentato a Washington dalle ministre degli Esteri Marise Payne e della Difesa Linda Reynolds per le consultazioni bilaterali annuali Ausmin, ha evitato di prendere nuovi impegni specifici sulle operazioni di libera navigazione nell’area, nonostante le pressioni di Washington. A quanto riferiscono oggi i media australiani, le due ministre hanno concordato, nei colloqui faccia a faccia on le controparti Mike Pompeo e Mark Esper, di perseguire "una cooperazione marittima accresciuta e regolarizzata" nel Mar cinese meridionale e nell’Oceano indiano, "sia bilateralmente sia in concerto con altri partner regionali". La ministra degli Esteri Payne ha tuttavia sottolineato che l’Australia "non ha intenzione di danneggiare" le importanti relazioni con Pechino. La dichiarazione congiunta sostiene che le rivendicazioni marittime di Pechino sul Mar cinese meridionale "non sono valide nel diritto internazionale", ma l’Australia si mostra ferma contro esercitazioni entro le 12 miglia nautiche dagli isolotti contestati, in parte per evitare di infiammare le tensioni con la Cina, suo maggiore partner commerciale. Durante i colloqui è stato anche deciso di stabilire un gruppo di lavoro per individuare e confutare false informazioni diffuse nella regione dell’Indo-Pacifico, con l’avvertimento che "la disinformazione malevola sponsorizzata da stati e l’interferenza nei processi democratici sono minacce significative e in via di evoluzione". (ANSA)

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