Autista di scuolabus contro due mamme: il processo finisce con l’assoluzione

palazzo di giustizia como

Finisce con una assoluzione (doppia e perché «il fatto non costituisce reato») lo scontro tra un autista di scuolabus dell’Olgiatese e due mamme di 47 e 54 anni, difese dagli avvocati Pietro Mario Vimercati e Roberta Colombo. Le mamme erano finite iscritte sul registro degli indagati perché avevano criticato in modo duro i modi dell’autista dello scuolabus, parlandone in un gruppo sui social.

L’autista le aveva così denunciate per diffamazione, dando il via a una vicenda penale che si è conclusa nelle scorse ore con l’assoluzione. In passato, già il pm aveva chiesto l’archiviazione ma il gip, di fronte all’opposizione dell’autista, aveva disposto l’imputazione coatta. Si è così finiti un aula: l’accusa ha chiesto la condanna delle mamme a 4 mesi mentre il giudice monocratico ha accolto le tesi difensive assolvendo le due donne. Le motivazioni della decisione non sono ancora note.

Nel centro del mirino erano finiti, come detto, i commenti delle mamme sull’autista definito «cafone», ma anche un «pazzo scatenato».
«Un autista dallo scontro facile – aveva commentato una delle due sotto ad un post su un gruppo pubblico con quasi 5 mila partecipanti – Sono andata in comune a segnalarlo con targa e tutto, caso vuole che fosse presente e mi ha aggredito…».
«Probabilmente sarà un parente di qualcuno di importante», era stato un altro commento finito nelle carte dell’indagine. In aula le difese avevano però puntato il dito su una raccolta firme che era stata effettivamente “sposata” da un buon numero di genitori che criticavano l’autista di scuolabus. Non è detto che anche questo elemento possa aver giocato un ruolo nella decisione. I fatti in questione risalgono al mese di ottobre del 2017.

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