Auto vecchie e senza benzina: la polizia resta a piedi

La protesta – I sindacati: «Con questa situazione non arriveremo alla fine dell’anno. È giusto che i cittadini lo sappiano». Oggi la manifestazione in tutta Italia
Allarme degli agenti comaschi: «Con i tagli del governo rischiamo di dover dimezzare le volanti sul territorio»
«Con questi tagli alla sicurezza voluti dal governo non arriveremo alla fine dell’anno. È giusto che i cittadini sappiano il motivo per cui corriamo il rischio concreto di dover dimezzare la presenza delle volanti e degli uomini sul territorio. Non abbiamo più nemmeno i soldi per la benzina».
Lo sconcertante allarme è stato lanciato ieri mattina dai sindacati di polizia, Siulp e Sap, che oggi manifesteranno in tutta Italia unitamente alle sigle sindacali della polizia penitenziaria, del

corpo forestale dello stato e dei vigili del fuoco.
Una presa di posizione tanto netta quanto provocatoria, dato che verranno distribuiti alla gente dei “cedolini” per chiedere ai cittadini una donazione per acquistare almeno la benzina da mettere nei mezzi delle forze dell’ordine e di soccorso.
«Il governo ha fatto tante promesse quando eravamo in campagna elettorale – dicono in coro Paolo Tabbacco ed Ernesto Molteni, i segretari lariani delle sigle Siulp e Sap – e invece il risultato è stato solo quello che ha portato al taglio dei fondi per tre miliardi e mezzo».
Ma tutto questo che cosa comporta in termini pratici, ad esempio sul Comasco? «Rischiamo, già per la fine di quest’anno, forse addirittura per novembre, di non avere più i soldi per la benzina delle volanti. Tra l’altro, il parco macchine rischia di dover perdere il 40% delle vetture che hanno già superato i 150 mila chilometri. Insomma, il rischio è che senza macchine e senza benzina, sul territorio non potranno andare che la metà delle volanti attuali». Un fatto questo che amareggia, soprattutto perché nelle intenzioni del nuovo questore – nel giorno della presentazione – ci fu ben altro: Michelangelo Barbato parlò infatti della voglia di aumentare il più possibile il numero di uomini sul territorio, anche nelle periferie. «Intento che condividiamo in pieno – prosegue Molteni – Infatti il nostro discorso non è rivolto al questore, ma al governo. Così non si può più andare avanti. La soluzione sarà uscire a piedi, ma non credo che i cittadini siano contenti».
Una polemica che esplode, tra l’altro, in un momento molto delicato, segnato in modo indelebile da quanto accaduto sabato scorso per le vie di Roma. «I veri “indignati” siamo noi – concludono i sindacati di polizia – E la guerriglia di Roma dimostra anche lo stato in cui versano le forze dell’ordine in termini di equipaggiamento. Siamo al collasso, lo denunciamo ormai da troppo tempo, ma questo governo continua a dimostrare tutta la propria inefficienza».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Secondo i sindacati di polizia i nuovi tagli del governo ridurrebbero del 50% la presenza di volanti e agenti sul territorio

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