Galleria di Cernobbio chiusa. Automobilisti ormai rassegnati alla coda. «I lavori non si potevano più rimandare»

Nuova giornata di passione, c’è chi si trucca, chi legge il giornale e chi guarda un film
I tempi di percorrenza si sono senza dubbio allungati, era prevedibile, ma gli automobilisti sembrano essersi rassegnati al fatto di dover trascorrere parecchio tempo all’interno della propria vettura.
Almeno questo emerge dai commenti raccolti ieri mattina, tra le 7.30 e le 8.30, in località Pizzo di Cernobbio, punto di incontro delle auto provenienti dalla Statale e dalla vecchia Regina in direzione Como.
«Bisogna armarsi di tanta pazienza – spiega Cinzia Caspani di Schignano –
del resto questi lavori andavano fatti prima o poi. Logico che non è una bella situazione per noi automobilisti. Io cerco di non pensarci e ascolto della buona musica». «Per arrivare a Como in tempo devo partire almeno un’ora prima – aggiunge Alessandro Bonacchi di Lenno – ma se gli interventi andavano fatti, anche per una questione di sicurezza, allora c’è poco da dire. Ovvio che avrei preferito una chiusura notturna o nei weekend, ma se questo intervento necessita della chiusura totale non ci sono alternative».
Ascoltare la musica, dare una sbirciata ai quotidiani, truccarsi, ma anche guardare un film sul proprio telefonino. Gli automobilisti in transito ieri hanno detto di trascorrere così il tempo fermi in coda, per non prendersela troppo.
«Stanno lavorando per noi – spiega Gabriele Bordoli – questa risposta mi sembra raccolga anche il senso di queste code».
«Sarebbe stato lo stesso discorso anche nel weekend – dice Andrea Ortelli in arrivo da Menaggio – o non facevano i lavori o sapevamo a cosa andavamo incontro. Subiremo questa situazione per qualche settimana».
Lo stop alle auto all’interno della galleria, deciso dall’Anas, non prevedeva altre alternative. Per permettere la demolizione della controsoffittatura del tunnel, infatti, impossibile una riapertura diurna come nelle altre fasi delle opere. «Non possiamo fare altro che essere pazienti fino al termine dei lavori – aggiunge Piera Berti – io scendo da Castiglione d’Intelvi e il tempo di percorrenza si è allungato di molto a causa di queste code, ma gli interventi andavano fatti per questioni di sicurezza».
Anche nella giornata di ieri la polizia locale di Cernobbio è stata impegnata a regolare il traffico, soprattutto nelle ore più critiche, quelle cioè della prima mattinata e della sera. Nelle ore serali, quando i pendolari rientrano dal lavoro, le code si registrano già in via per Cernobbio, con le auto ferme. Anche in questo caso è costante la presenza delle forze dell’ordine.
Polizia locale e stradale, in particolare alla rotonda di Tavernola, pochi metri prima dell’ingresso a Cernobbio, sono anche impegnate, durante l’arco della giornata, a controllare il carico dei mezzi. Automobili e veicoli inferiori alle 3,5 tonnellate, infatti, possono transitare per il centro di Cernobbio, mentre quelli con massa superiore devono seguire percorsi alternativi: strada statale 36 (Lecco-Colico), attraverso la provinciale ex statale 639 Como-Erba e sul percorso Como-Lugano-Menaggio.
«Logico che non siamo felici di passare ore in auto – conclude Stefano Fiorentini in arrivo da Ossuccio – ma se la galleria deve essere messa in sicurezza e si devono fare degli interventi non ci possiamo fare molto». E tra gli automobilisti c’è anche chi ieri mattina si è ritrovato imbottigliato nel traffico perché non informato dei lavori in corso. «Devo essere sincera, è il primo giorno che passo da qui da quando sono iniziati i lavori – aggiunge Dominica Cichuska – io lavoro in un albergo di Blevio e oggi sarà praticamente impossibile arrivare in orario al lavoro». Tra chi percorre la Regina però c’è anche chi pensa che i lavori potevano essere fatti in un altro periodo, come Gianni Bolla di Tremezzo. «Personalmente credo che i lavori non dovevano iniziare in questo periodo. Già normalmente dobbiamo fare i conti con le code al mattino. La Regina è sempre un caos, avrebbero dovuto studiare un’altra soluzione viabilistica».
«In questi giorni da Domaso a Cernobbio ho impiegato anche quasi due ore – spiega Stefania Appiani – se ci fosse stata la possibilità di una chiusura notturna sarebbe stato meglio, ma nell’impossibilità non c’è molto da fare».
«Questi lavori andavano fatti prima o poi – commenta Giovanni Miccoli – io vengo da Cerano d’Intelvi, sono in auto da 40 minuti, ma la coda è ancora lunga».

Francesca Guido

Nella foto:
Il lungo serpentone di auto tra Moltrasio e la località “Pizzo” di Cernobbio (Mv)

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