Automobilisti svizzeri e multe. Nuove segnalazioni a "Striscia la Notizia"

Automobilisti indisciplinati una volta che si varca il confine. È stata “Striscia la Notizia” a tornare a caccia dei cosiddetti “furbetti svizzeri della multa”.
Valerio Staffelli, volto di punta del tg satirico di Antonio Ricci, noto per il suo “Tapiro d’oro”, si è occupato degli automobilisti elvetici che infrangono il codice stradale italiano nella fascia di confine e prendono multe che poi non pagano, perché la burocrazia e la giurisprudenza impediscono la riscossione della sanzione.
Nel precedente capitolo dell’inchiesta Staffelli si era concentrato sugli automobilisti svizzeri che infrangono il limite di velocità sull’autostrada A9 Milano-Como-Chiasso.
Nella puntata di ieri, invece, l’inviato di Striscia si è spinto fino a Milano, dove ha documentato l’ingresso nell’Area C di auto svizzere per le quali non era stato pagato il ticket.
Non soltanto: altre automobili, sempre con targa svizzera, erano parcheggiate in divieto di sosta o sui posti riservati alle moto.
Staffelli ha quindi intervistato Antonio Catalano, commissario capo della polizia locale di Milano, che ha spiegato come in un anno le multe non pagate dagli svizzeri passino il milione di euro. A Como, mediamente, i furbetti svizzeri della multa costano 300mila euro all’anno.
L’inviato di Striscia ha infine mostrato che, in Svizzera, un automobilista che non paga una multa rischia un arresto.
Nelle scorse settimane proprio sulla questione del rapporto tra automobilisti italiani e polizia cantonale, erano stati raccontati due casi limite.
Una donna multata per divieto di sosta che si era sfogata su Facebook contro i gendarmi ed era stata licenziata dal suo datore di lavoro. Un frontaliere era anche arrivato alle minacce sui social.
Il giorno dopo la polizia gli aveva fatto visita sul posto di lavoro ed era stato anche lui licenziato.

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1 Commento

  • Sergio , 28 Dicembre 2018 @ 12:15

    Credo sia ora che il governo si dia una svegliata e metta mano a questo “vulnus”.
    Si potrebbero applicare con effetto immediato le stesse norme che utilizzano gli Svizzeri in attesa di
    una normativa armonizzata Europea.

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