Autosilo deserto, la politica cerca disperatamente una soluzione

Il “caso” Valmulini
Ma il capogruppo della Lega Nord difende la struttura: «Costruirlo fu una scelta ponderata»
Nel 2004 il Politecnico elaborò il progetto della metrotramvia.
Tra le fermate, una era collocata a ridosso del Sant’Anna. Nel corso degli anni si ipotizzò la creazione di una zona di interscambio gomma-ferro proprio nell’area in cui oggi sorge l’autosilo della Valmulini che avrebbe così potuto svolgere al meglio, con o senza ospedale, la sua funzione.
Ancora prima, addirittura nel 1998, in consiglio comunale si scatenò il dibattito su questo parcheggio che sarebbe dovuto sorgere

accanto al nosocomio ma che non avrebbe avuto alcun senso in vista di un possibile trasloco dell’ospedale. Cosa che invece poi, puntualmente, avvenne. Così, oggi si cercano idee per rilanciare la struttura: tariffe agevolate per dipendenti comunali e i poliziotti ma anche la creazione di una pista ciclabile tra il parcheggio e il centro città a favore di chi, lasciata l’auto in Valmulini, gettarsi, in posizione aerodinamica lungo la Napoleona. Salvo poi, la sera, doversi trasformare in Claudio Chiappucci per risalire verso Camerlata.
La domanda però è sempre la stessa: come mai si decise di realizzare ugualmente il parcheggio nonostante si discutesse già di un probabile spostamento dell’ospedale? Oggi, dopo il trasloco del Sant’Anna a San Fermo si contano mediamente, meno di un centinaio di auto al giorno sui 630 posti offerti. E il bilancio è in caduta libera.
«Quando si decise di realizzare l’autosilo i progetti erano diversi e la situazione economica differente da quella attuale – dice il capogruppo del Pdl a Palazzo Cernezzi, Claudio Corengia – Si ipotizzavano scenari grandiosi a partire dalla metrotramvia. Resto però convinto che l’autosilo funzionerà. Ci vuole coraggio e la voglia di trovare soluzioni innovative, come la zona di interscambio».
Sulla necessità di salvare la struttura della Valmulini concorda anche il capogruppo del Pd, Mario Lucini. «Fu uno dei temi caldi nel dibattito sullo spostamento del Sant’Anna – dice – Ovviamente sembrava un errore procedere con la costruzione di un parcheggio in vista di un trasloco. Si disse che sarebbe stato utile in previsione della metrotramvia che non si fece mai. Purtroppo i dubbi di un tempo, oggi sono realtà».
Nonostante ciò «l’autosilo esiste. È necessario farlo vivere con tariffe e sconti ancora più convenienti di quelli già praticati. Speriamo nell’avvio dei nuovi servizi previsti nel vecchio Sant’Anna», conclude Lucini.
«Non fu un errore costruirlo. Ai tempi si valutò che potesse servire per i servizi sanitari che sarebbero rimasti in via Napoleona e poi per i progetti futuri, come l’insediamento degli uffici e degli ambulatori dell’Azienda Sanitaria Locale – dice il capogruppo della Lega Nord in Comune, Giampiero Ajani – Fu una scelta ponderata. Adesso, però, dobbiamo rendere appetibile la struttura. Creando magari bus navetta in costante movimento tra l’autosilo e il centro».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
L’autosilo della Valmulini ha avuto un crollo del numero di utenti (foto Mv)

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