Autosilo di viale Varese, 90 giorni per decidere

altIl parcheggio della discordia
Clima molto teso in giunta dove ieri non si è parlato del progetto Ecco perché Nessi & Majocchi ha presentato il programma
(da.c.) Novanta giorni. Il Comune di Como avrà tempo sino al 10 febbraio 2015 per dire sì o no al progetto di autosilo interrato lungo le mura di viale Varese. O meglio, avrà tre mesi di tempo per «valutare il pubblico interesse della proposta» depositata lunedì scorso dall’impresa edile Nessi & Majocchi.
Un’eventuale risposta positiva metterà i costruttori comaschi nelle condizioni privilegiate di poter realizzare l’opera, anche nel caso in cui l’appalto fosse vinto da un altro

gruppo.
Per comprendere che cosa sta succedendo sotto i bastioni del vecchio castrum romano, si deve leggere con attenzione un comma del decreto legislativo 12 aprile 2006 numero 163, meglio conosciuto da esperti e amministratori pubblici come Codice degli appalti.
L’articolo 153.19 del Codice, interamente dedicato al project financing, è il classico grimaldello nelle mani di chi volesse scardinare le indecisioni di un ente locale.
Permette infatti alle imprese di «presentare» progetti che non siano inseriti nella programmazione pubblica e apre loro una sorta di autostrada verso la realizzazione prevedendo il diritto di prelazione in caso di gara.
Dice infatti la legge: «Se il promotore non risulta aggiudicatario, può esercitare, entro quindici giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione definitiva, il diritto di prelazione e divenire aggiudicatario se dichiara di impegnarsi ad adempiere alle obbligazioni contrattuali alle medesime condizioni offerte dall’aggiudicatario».
Non solo: qualora il promotore non volesse subentrare, avrebbe diritto alla rifusione delle spese di progettazione.
Che cosa significa tutto ciò? Molto semplicemente il fatto che con ogni probabilità la Nessi & Majocchi, temendo che altri concorrenti potessero avanzare offerte per l’autosilo di viale Varese, ha deciso di uscire allo scoperto. Anche a costo di mettere in moto la polemica politica interna alla maggioranza di centrosinistra, divisa sulla opportunità di realizzare la struttura a ridosso delle mura cittadine.
Ieri pomeriggio, l’esecutivo di Palazzo Cernezzi avrebbe dovuto discutere in via preliminare la proposta depositata all’inizio della settimana dall’impresa edile lariana. Il clima, secondo le testimonianze dirette di alcuni assessori, era molto teso, anche a causa delle dichiarazioni di Bruno Magatti che, intervistato dal Corriere di Como, aveva attaccato frontalmente il collega di giunta Lorenzo Spallino.
Alla fine, l’argomento viale Varese non è stato affrontato. Se ne parlerà più avanti. Una riunione di maggioranza è già stata fissata per la settimana prossima. Ma le avvisaglie sono negative. Una parte del centrosinistra non vuole nemmeno sentir parlare di possibili scavi sotto gli antichi muri di pietra. Il fuoco di sbarramento è appena all’inizio.

Nella foto:
Il viale Varese è un punto strategico per la viabilità cittadina. Il progetto presentato da Nessi & Majocchi prevede 394 nuovi posti auto

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