Autosilo di viale Varese: la giunta non decide

Nulla di fatto sul progetto di autosilo in viale Varese. La giunta di Como ha deciso di non decidere. E pur non abbandonando del tutto la proposta dell’impresa edile Nessi & Majocchi, ha di fatto posticipato di altri due mesi (forse tre) la scelta finale.
Una lunga discussione, iniziata con molto ritardo sulla tabella di marcia, ha prodotto il risultato tutto sommato atteso e ampiamente anticipato. Una specie di compromesso tra favorevoli e contrari. Un compromesso – se è permesso il gioco di parole – che non compromette né gli equilibri interni all’esecutivo né i rapporti del centrosinistra con il mondo economico-produttivo di Como, largamente schierato a favore della realizzazione dell’opera.
Come ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Lorenzo Spallino (uno dei sostenitori del progetto), «la giunta ha deliberato di riscontrare la proposta» invitando però l’impresa «ad approfondire alcuni aspetti, in virtù del concreto interesse dell’amministrazione a una riqualificazione del comparto sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello viabilistico».
Nel dettaglio, aggiunge ancora Spallino, «l’impresa è stata sollecitata a valutare la possibilità dell’eliminazione dei parcheggi a raso anche attraverso soluzioni connesse al potenziamento della sosta in convalle».
Questo è probabilmente uno dei punti di novità più interessanti. L’ingegner Angelo Majocchi, intervistato dal Corriere di Como la settimana scorsa, aveva chiaramente detto che senza i posti auto in superficie non sarebbe stato possibile trovare finanziatori. Adesso, il Comune escogita una possibile soluzione: dice cioè all’impresa di individuare un’area in convalle su cui realizzare un parcheggio di superficie. Area che potrebbe essere concessa a integrazione (e sostegno) del progetto di costruzione dell’autosilo di viale Varese. Oltre a questo, la giunta ha comunque chiesto di «approfondire» altri «aspetti»: da quelli «archeologici» alla «definizione di una proposta alternativa di riqualificazione del verde» per una «migliore visibilità e valorizzazione delle mura». Ultimo elemento, da non sottovalutare, la «valutazione economica sulla redditività dell’area alla luce degli attuali introiti del Comune». In altre parole: oggi Palazzo Cernezzi garantisce a Csu un incasso superiore ai 500mila euro con i parcheggi a raso di viale Varese. La proposta di piano finanziario di Nessi & Majocchi prevede un canone annuo di soli 200mila euro. Una differenza giudicata troppo elevata e quindi, in qualche modo, da limare o aumentando il canone o diminuendo il periodo di concessione (ora previsto in 30 anni).
«Come più volte sottolineato – ha detto ieri il sindaco, Mario Lucini, al termine della giunta – la proposta ricevuta è di grande interesse. Gli aspetti di complessità hanno richiesto un approfondito esame da parte degli uffici e l’acquisizione di tutti gli elementi ha consentito alla giunta, in modo condiviso, di individuare le richieste di integrazioni necessarie a garantire una piena valorizzazione della proposta in termini di pubblico interesse». Insomma, nessuna porta chiusa ma la necessità di salvaguardare innanzitutto la tenuta della maggioranza.
L’impresa avrà comunque adesso due mesi di tempo (dalla notifica del provvedimento assunto ieri dall’esecutivo) per la presentazione delle integrazioni e delle modifiche richieste.
Da. C.

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