Città

Autosilo ex Trevitex, il Pd chiede lumi sui 50 posti destinati a negozi e uffici della zona

Un particolare dell'area della ex Trevitex, in cui si è insediato il supermercato Esselunga
Un particolare dell’area della ex Trevitex, in cui si è insediato il supermercato Esselunga

Che fine hanno fatto i 50 posteggi dell’autosilo della ex Trevitex che avrebbero potuto essere destinati, con tariffe agevolate, ai commercianti e ai professionisti di Camerlata? È la domanda che il Pd cittadino pone all’amministrazione comunale.
Alla fine del dicembre 2016 Palazzo Cernezzi annunciò un periodo sperimentale di tre mesi per valutare l’impatto delle tariffe introdotte nell’autosilo della ex Trevitex, riservandosi la possibilità di prevedere abbonamenti per un massimo di 50 posti auto, al terzo piano del parcheggio interrato, destinati a operatori commerciali e studi professionali della zona.
«È mai arrivata la risposta di Esselunga a proposito dell’utilizzo pubblico del parcheggio ex Trevitex? E che cosa intende fare l’amministrazione comunale?», chiedono ora i consiglieri comunali del Pd Gabriele Guarisco e Patrizia Lissi.
«Sarebbe ora che si facessero i passi previsti per l’attivazione di convenzioni con gli esercizi commerciali e gli studi professionali del quartiere, che hanno “fame” di posti auto», aggiungono Guarisco e Lissi, che ricordano come «il programma integrato di intervento dell’ambito ex Trevitex prevedesse un periodo di sperimentazione di tre mesi», specificando che «nella delibera del 2016 si parlava anche di una valutazione delle tariffe e di diverse modalità di utilizzo, tra cui l’abbonamento, per un massimo di 50 posti auto, da riservare a operatori commerciali e professionali, e ai loro dipendenti, presenti nel quartiere».
I due consiglieri del Pd spiegano che «a fine giugno la giunta comunale ci ha fatto sapere che non risultava pervenuta da Esselunga alcuna comunicazione in merito e che gli uffici avevano sollecitato il soggetto attuatore a consegnare urgentemente i risultati della sperimentazione. Poi, più nulla».
A questo punto, concludono, «reiteriamo la richiesta di sapere se Esselunga si è fatta sentire e, in caso contrario, vorremmo che l’amministrazione comunale si facesse parte attiva, comunicandoci quanto ancora le attività della zona dovranno aspettare».

30 agosto 2018

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Marcello Dubini

Marcello Dubini mdubini@corrierecomo.it


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