«Avrei voluto lavorare con lui. Lo adoravo»

Due artiste ammiratrici
Nel luglio 1997 Enzo Jannacci si esibì al Festival del PalaLanzo a Lanzo Intelvi, in un cartellone prestigioso accanto a Gioele Dix e la Banda Osiris. «In camerino Jannacci volle vari tipi di frutta, come banane e arance, per la cena, E soprattutto gin fizz, diceva che gli dava la carica giusta prima di cantare».
Così ricorda il musicista-medico Miriana Ronchetti della compagnia comasca Teatro Arte Orizzonti Inclinati, che in quell’occasione ebbe modo di conoscere Jannacci come organizzatrice della kermesse. «L’avevo conosciuto per la prima volta a 5 anni, a casa di mio cugino Walter in zona San Siro, che studiava medicina. Quando se ne va un grande artista siamo tutti un po’ più poveri e più soli – conclude Miriana – E in particolare un musicista geniale come lui sarà difficilissimo rimpiazzarlo: ha saputo andare con il cuore e con le emozioni in mezzo alla gente».
«Dal momento che avevamo in comune alcuni musicisti, ho seguito varie tappe del suo tour di promozione del disco Come gli aeroplani – dice Letizia Gambi, cantante jazz lariana celebre negli Usa – Lo adoravo, e avrei tanto voluto lavorare con lui. Il suo modo apparentemente “sporco” e impreciso di cantare nascondeva però una competenza straordinaria nel canto degli standard del jazz. E sul palco incantava la platea».

Nella foto:
Miriana Ronchetti

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