Avvelenamento dei cani: quando Fido è un testimone scomodo

Un fenomeno indegno che si ripete, tristemente immutato, negli anni. L’avvelenamento dei cani – 10 i casi nel 2014 e già uno nel 2015 – rappresenta una miserevole realtà.
«È un fenomeno che monitoriamo e registriamo da anni. Difficile controllarlo e, ovviamente, pensare di poterlo prevenire. Segnalazioni ci sono arrivate in passato e continuano a pervenire all’ente anche nel 2015», dice Marco Marelli dell’Enpa di Como.
«Spesso può capitare che i cani finiscano per mangiare bocconi avvelenati lasciati dai bracconieri nei boschi per catturare volpi o altri animali o che ingeriscano sostanze tossiche scaricate dagli incivili», spiega sempre Marelli.
L’esperto, però, non può non evidenziare anche un altro fenomeno. «Spesso, e abbiamo testimonianze nel recente passato, è anche opera di delinquenti. Ladri che dopo aver preso di mira alcune abitazioni magari isolate per effettuare qualche colpo, si sbarazzano dei cani da guardia dando loro bocconi avvelenati. Capita anche che possano arrivare a uccidere non solo i cani delle case finite nel mirino, ma anche altri esemplari che, magari, si trovano solitamente in strada ma che potenzialmente potrebbero fare rumore e attirare l’attenzione», dice Marelli.
I casi accertati e registrati dall’Asl di Como nel 2014 si sono verificati a Carate Urio, Uggiate Trevano, Cavallasca, Inverigo, Tremezzina, Pianello del Lario, Colverde, Grandate e Senna Comasco.
Tra gli animali avvelenati cani e gatti, ai quali si aggiunge pure una volpe. «Si tratta spesso di azioni rapide. Individuano la o le case da svaligiare, eliminano i cani che disturbano e in pochi giorni mettono a segno i colpi. È successo anche questo in passato», conclude Marco Marelli.
In base alle normative attuali, in caso di segnalazioni di sospetti avvelenamenti di animali, l’esca o la carcassa della bestiola devono essere necessariamente consegnate all’Asl di competenza. Intanto possono essere utili alcuni consigli da parte di una istruttrice che spiega come cercare di tenere lontani dai pericoli gli amici a 4 zampe.
«Innanzitutto in zone non sicure o che si conoscono poco utilizzare il guinzaglio – dice Debora Sabrina Giuffrida – Fondamentale è insegnare ai cani il comando “lascia” che consente ai padroni, qualora il cane dovesse addentare qualcosa di sospetto, di farglielo immediatamente mollare».
Infine un ultimo suggerimento.
«Evitare le zone riservate ai cani dove spesso qualche malintenzionato può, per i motivi più svariati, lasciare bocconi avvelenati», conclude Debora Sabrina Giuffrida.
F. Bar.

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