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Aziende “mafiose”, Como tra le realtà più infiltrate

Il rapporto “Transcrime” 2013 sulle cosche in Italia e in Europa
La provincia lariana terreno di conquista per le famiglie della malavita organizzata

«La criminalità organizzata, mediante l’investimento in attività legali, mira a massimizzare il proprio consenso sociale. Questo è fondamentale per la sopravvivenza delle organizzazioni criminali mafiose, le quali generano consenso nei propri confronti inserendosi in un mercato legale, creando nuovi posti di lavoro e fornendo quindi un reddito a una parte della popolazione locale».
Chi si chiede il motivo per cui le mafie riciclano i propri capitali investendo in negozi, fabbriche, attività

commerciali, deve fare i conti con il “consenso”. Oggetto del desiderio dei politici ma anche dei clan, che infatti sempre più spesso tentano anche di impadronirsi delle istituzioni locali.
Lo scenario di un Paese in cui le cosche sono sempre più forti e radicate nell’economia “legale” è emerso nuovamente ieri a Palermo, in un convegno organizzato dal Centro Studi Pio La Torre.
Un convegno in cui sono state divulgate alcune cifre del rapporto 2013 di Transcrime, Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale della Cattolica di Milano e dell’Università di Trento. Fa discutere, e interessa direttamente anche il territorio lariano, il fatto che «il tasso più alto delle aziende mafiose è sì concentrato nel Sud, ma anche in alcune province del Nord: Milano, Lecco, Brescia, Como e Bologna». Anche i ricercatori di Transcrime, quindi, certificano quanto numerose inchieste giudiziarie hanno da tempo acclarato: le famiglie mafiose hanno messo le tende (e le radici) nel Nord del Paese e, in particolare, nella ricca Lombardia.
«Le prime province non calabresi per il numero di volte in cui sono state colpite da confische ordinate da autorità giudiziarie calabresi – scrivono ad esempio i ricercatori della Cattolica – sono Milano, Roma, Arezzo e Como».
Il corposissimo rapporto 2013 di Transcrime contiene tabelle, numeri e analisi di ogni genere.
Interessante, in chiave lariana, il capitolo dedicato alla Svizzera, «Paese che svolge un ruolo chiave in Europa per il riciclaggio di denaro sporco».
La vicinanza della piazza finanziaria luganese con il territorio comasco spiega anche perché le cosche, nel tempo, si siano insediate così numerose.

9 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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