Azzannata alla testa da un cane. Era il dogo argentino del compagno

La 30enne è ricoverata nel reparto di Chirurgia del Sant’Anna
Lei e il cane erano di casa in quell’appartamento di Cantù. Ma ieri mattina qualcosa è scattato nell’animale. Quando la trentenne, residente nella città del mobile, attorno alle 8.30 si è chinata per aprire un cassetto, il cane – di proprietà del compagno della vittima – le è saltato addosso e l’ha azzannata alla testa.
Momenti di grande paura in via Paradiso.
Al momento dell’aggressione, in base a quanto ricostruito, il padrone si trovava in un’altra stanza. È stato l’uomo a praticare i primi soccorsi
alla compagna e a chiamare il 118. I soccorsi sono stati rapidi. Per via della gravità del morso, il 118 ha disposto l’intervento in elisoccorso. E con l’elicottero la 30enne è arrivata all’ospedale Sant’Anna di San Fermo dove è ancora ricoverata nel reparto di Chirurgia.
In base ai primi accertamenti, la donna non è in pericolo di vita. La ferita le è stata suturata con diversi punti e la posizione del morso dovrebbe escludere anche ulteriori interventi di ricostruzione e di chirurgia plastica.
Nella casa di via Paradiso sono arrivati anche i carabinieri della compagnia di Cantù, oltre ai veterinari dell’Asl.
Il cane protagonista dell’aggressione è un dogo argentino. Fa parte, insomma, di una di quelle razze che vennero inserite nella “lista delle razze pericolose” stilata nel 2007 dall’allora ministro della Sanità, Livia Turco, e cancellata due anni più tardi dalla responsabilità penale e civile dei proprietari e di chi detiene un cane anche momentaneamente. Quella del dogo argentino è una razza relativamente recente. Risale agli anni Venti del secolo scorso. Si cercava un cane grosso e forte da utilizzare per la caccia al puma e al cinghiale. Un esemplare maschio ha un peso ideale di 45 kg, mentre la femmina di 40 kg.
Difficilmente il cane verrà soppresso. La legge prevede infatti che venga sottoposto ad accurati esami comportamentali per verificare la sua aggressività. L’Asl di Como ha personale specializzato nelle analisi degli animali. Soltanto in seguito alla definizione di un profilo tracciato dal veterinario verrà deciso il percorso di cure a cui verrà sottoposto il cane.
E, soltanto in rarissimi casi, la sua soppressione.

Paolo Annoni

Nella foto:
Un esemplare di dogo argentino in atteggiamento minaccioso. È una razza usata per la caccia al puma e al cinghiale

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