Baby gang: un 16enne torna in libertà. Il giudice: «Fondati dubbi sulla sua presenza in Italia»

Baby gang Como

È tornato in libertà ed ha fatto rientro a casa uno dei 17 ragazzi finiti nel mirino delle indagini sulla baby gang di Como.
La decisione è stata presa nelle scorse ore dal giudice presso il Tribunale dei Minori di Milano, accogliendo l’istanza che era stata presentata dall’avvocato Fabio Gualdi.
A tornare in libertà è stato un 16enne residente a Como per cui era stata prevista la misura cautelare del collocamento in una comunità.
Il giudice avrebbe rilevato che «all’acquisizione dei documenti prodotti dalla difesa» sarebbero nati «fondati dubbi circa l’effettiva presenza del minore nel territorio nazionale nella data della commissione del reato» per cui era stato colpito dall’ordinanza. La decisione è stata comunicata ieri e il ragazzo ha già fatto rientro a casa. Era stato colpito dal blitz contro la baby gang di Como che era datato 28 gennaio. Anche nel corso dell’interrogatorio si era professato innocente, anticipando di essere stato in Tunisia e dunque impossibilitato a compiere quello che gli veniva contestato.
Il ragazzo era finito nei guai per il furto di un barattolo di canapa light da un negozio del centro città. La scena – che aveva visto più minori in azione – era stata ripresa dalle telecamere. Il 16enne però avrebbe prodotto – tramite il proprio avvocato – il passaporto con i timbri che dimostrerebbero la sua assenza dall’Italia in quel giorno, ovvero il 23 agosto del 2018. Elemento che l’ha portato a tornare in libertà. Le misure cautelari avevano colpito 17 minorenni, cinque arrestati e detenuti al “Beccaria”, sette inviati nelle comunità e gli ultimi sottoposti alla misura cautelare della permanenza in casa.

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