Baby gang, un minore al giudice: «Non c’entro, ero in Tunisia»

Baby gang Como

Sono proseguiti gli interrogatori del giudice delle indagini preliminari, relativamente ai 17 ragazzi della baby gang di Como sottoposti a misure restrittive dopo il blitz della scorsa settimana.
Sabato i primi interrogatori avevano riguardato i cinque minorenni arrestati e detenuti al “Beccaria”, ieri si sono conclusi quelli dei giovani inviati nelle comunità. Uno di questi, coinvolto in un solo episodio avvenuto in agosto (il furto di un barattolo di canapa light da un negozio del centro), avrebbe però riferito al giudice di essere, proprio in quelle ore, in Tunisia e dunque impossibilitato a compiere quello che gli viene contestato.
Il suo legale, Fabio Gualdi, nelle prossime ore dovrebbe formalizzare una istanza al giudice.
Sul capo del giovane (16 anni, residente a Como) ci sarebbe però un fotogramma del circuito di videosorveglianza che lo riprenderebbe assieme ad altri due indagati. La risposta potrebbe giungere dai timbri del passaporto relativi all’entrata e all’uscita dal Paese nordafricano.
Oggi, intanto, inizieranno ad essere sentiti i minorenni che sono stati sottoposti alla misura cautelare della permanenza in casa.


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