Baby gang, il vescovo: «Quanto accaduto ci mette in discussione»

Il vescovo di Como, Oscar Cantoni

«Un simile quadro non può non metterci in discussione, come adulti e come comunità educante».
Il vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni interviene sull’operazione di polizia e carabinieri che ha permesso di smantellare la baby gang che per mesi ha seminato il panico nel capoluogo. E affida le sue riflessioni al Settimanale della Diocesi.

«Sto seguendo con apprensione le notizie in merito alle indagini sulla baby-gang che per mesi, a Como, ha operato ai danni di tanti coetanei – scrive monsignor Cantoni – e sono molti gli aspetti che mi colpiscono della vicenda. Resto colpito, innanzitutto, dall’età, giovanissima, dei componenti del gruppo. E resto colpito dalla consistenza di quello che è stato definito “branco”. Diciassette ragazzi sono un’enormità – continua monsignor Cantoni – Quindi i motivi del loro agire: spaventare e acquisire potere… Ma che cos’è il potere nell’immaginario di un adolescente?». Una domanda che molti, probabilmente, si sono fatti in queste ore.

«Un simile quadro non può non metterci in discussione, come adulti e come comunità educante. Non possiamo non interrogarci su quali siano i valori di riferimento della società contemporanea – conclude il vescovo di Como – È una preoccupazione che nutro pensando non tanto ai giovani, quanto a chi i giovani è chiamato ad accompagnare nel percorso di crescita umana. Questa è una vicenda che ci richiama alla responsabilità e che deve essere oggetto di seria e condivisa riflessione, a tutti i livelli e in tutti i contesti».

Tavolo in Comune
Intanto il vicesindaco di Como, Alessandra Locatelli, ha annunciato per lunedì prossimo la convocazione a Palazzo Cernezzi di un tavolo sul disagio giovanile mentre il Pd chiede con la consigliera Patrizia Lissi di non chiudere i centri di aggregazione attivi in città e anzi di potenziarne i mezzi e le attività.

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