Baby spacciatori sul lago: sconti in Appello

Blitz dell’Arma nel novembre 2012

Per l’accusa si erano spartiti i paesi dell’area di Menaggio e Porlezza

(m.pv.) Importanti sconti di pena in Appello per tre dei giovani dell’Altolago finiti nell’indagine dei carabinieri della compagnia di Menaggio e accusati di essere i baby spacciatori di un buon numero di coetanei. Una vicenda che riporta al periodo tra il 2010 e il 2012, quando cioè – secondo la tesi dell’accusa – il gruppo si era spartito tutta la zona dello spaccio da Menaggio a Colico e pure nel Porlezzese. Stupefacenti che venivano piazzati sul mercato dai giovanissimi molto noti tra i ragazzi

dei vari paesi interessati. Baby spacciatori, come detto, che si erano divisi l’un l’altro i comuni (a seconda della residenza) per poter vendere la droga in tranquillità e senza farsi concorrenza. Molte posizioni erano già state definite con una lunga serie di patteggiamenti tra gli otto mesi e i 3 anni (7 persone, per un totale di quasi 14 anni), mentre tre ragazzi che in primo grado avevano optato per il rito Abbreviato, hanno poi presentato ricorso davanti ai giudici di secondo grado. E ieri mattina a Milano è stata discussa la loro posizione. Così, quello che per l’accusa era la figura più importante del gruppo – un 23enne di Stazzona, assistito dall’avvocato Ivana Anomali – è sceso dai 6 anni e 4 mesi a 5 anni. “Sconto” anche per un 28enne di Dongo (assistito da Samuel Auguadro) che ha preso 4 anni e 4 mesi rispetto all’anno in più del primo grado, mentre l’ultimo imputato in aula (un 24enne di Dongo) ha strappato 2 anni, 9 mesi e 10 giorni, anche in questo caso togliendo un anno a quanto deciso dai giudici di Como (avvocato Luigi Sirtori).
Le motivazioni sono attese tra quindici giorni e solo allora gli avvocati decideranno se presentare un nuovo ricorso in Cassazione oppure ritenere chiusa la vicenda.
Per il momento invece, con gli oltre 12 anni di pena ribaditi ieri dall’Appello, il totale degli anni di carcere per i ragazzi finiti con l’essere imputati nel procedimento gestito dal pm Simone Pizzotti (compreso dunque quelli che hanno patteggiato), è salito a 26. La vicenda risale come detto al novembre del 2012 quando i carabinieri della compagnia di Menaggio portarono a termine un blitz che portò all’arresto di dieci persone tra carcere e “domiciliari”. Provvedimento che giunse al conclusione di un anno di indagini scattate dopo un piccolo sequestro di droga a Dongo. Secondo l’accusa, ogni paese del lago, insomma, aveva il suo baby spacciatore non collegato l’uno all’altro con un vincolo associativo, ma indipendente e soprattutto in grado di soddisfare le richieste della clientela.

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