Bacon a Cantù

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Eventi – Tre disegni del grande pittore sabato nel foyer del “San Teodoro” per la pièce della poetessa Maria Gloria Grifoni
Omaggio al ceco Hrabal nel centenario della nascita

Cantù rende omaggio nel centenario della nascita (Brno, 28 marzo 1914) al grande scrittore ceco Bohumil Hrabal, mettendo in scena un dialogo immaginario che lo vede protagonista insieme con un’altra voce altissima del Novecento, il pittore Francis Bacon. Con la presenza di tre dipinti del maestro a pochi passi dal palcoscenico. Occasione più unica che rara.
È lo spettacolo teatrale “Francis Bacon e Bohumil Hrabal: un dialogo immaginario”, previsto al Teatro Comunale San Teodoro di via

Corbetta 7 a Cantù sabato prossimo alle 21 (ingresso 18/15 euro). In scena gli attori Lello Cassinotti e Gianni Coluzzi, voci e musiche di Andrea Reali e Fabio Martini. Come detto, tre opere originali dell’artista irlandese, a cura della dinamica esperta d’arte e cultura Serena Baccaglini, saranno esposte nel teatro da poco tornato a disposizione dei canturini.
Fanno parte della collezione personale di Cristiano Lovatelli Ravarino, italoamericano che è stato compagno di arte e di vita del maestro nell’ultima decade della sua attività dal 1980 al 1992.
Sono «lavori ambiziosi, firmati e di grandi dimensioni, chiaramente fatti come opere d’arte indipendenti. Essi in molti modi sembrano riassumere l’essenza di quello che Bacon ha cercato di fare», ha scritto Edward Lucie-Smith presentando il ciclo di opere di Bacon esposte alla Gate Gallery di Praga nel 2012, in occasione della prima dello spettacolo in lingua ceca.
«Non si sono mai conosciuti realmente, ma quanto sono vicini tra loro», dice l’autrice del testo, la poetessa canturina Maria Gloria Grifoni. Bohumil Hrabal è uno scrittore di confine, che ha patito sulla pelle la claustrazione del regime totalitario che non l’ha riconosciuto, e da cui si è difeso con la forza della scrittura e con l’arma del surrealismo e del cinismo. Da parte sua Bacon ha dato volto e carne alle inquietudini e ai drammi del XX secolo con il suo espressionismo altrettanto cinico.
«Io ho amato alla follia Hrabal – continua la Grifoni – e ho anche curato l’edizione italiana del suo libro Bambino di Praga degli anni Cinquanta che era inedito nel nostro Paese. Erano tutti e due artisti dal fascino straordinario, Bacon e Hrabal – conclude la poetessa lariana che ora sta lavorando a una nuova pièce con il Cirque du Soleil – capaci di stimolare l’intelligenza. Il primo scriveva come un pittore, e il secondo amava la poesia. Io li ho fatti incontrare sulla pagina e poi a teatro. Rivelano la reale condizione umana che hanno indagato in modo ossessivo».

Nella foto:
Sopra e sotto, due pastelli dalla “Serie dei Papi” di Francis Bacon. A destra, un ritratto del maestro irlandese. Fanno parte della collezione di Cristiano Lovatelli Ravarino

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