Cronaca

Bagarre in consiglio sull’imposta. Le opposizioni se ne vanno

altGiovedì sera tensione in aula per il “no” a due emendamenti
La maggioranza non riesce comunque ad approvare la delibera, rinviata alla seduta di lunedì

Caos in consiglio comunale sulla tassa di soggiorno. La delibera, che doveva essere approvata nella seduta di giovedì non è stata votata. I consiglieri di minoranza hanno fatto fronte comune e hanno abbandonato l’aula, contestando duramente il comportamento della maggioranza. Lunedì prossimo si replica. «Siamo tutti compatti e lo saremo anche nella prossima seduta – dice a nome dei gruppi d’opposizione Enrico Cenetiempo (Pdl) – Usciremo ancora

>dall’aula e questa delibera se la voteranno da soli».
A scatenare la tensione in aula è stata il «no» della maggioranza – con alcuni distinguo – a due emendamenti proposti dai consiglieri del gruppo misto Marco Butti e Laura Bordoli e poi condivisi dall’intera opposizione. In sintesi, i consiglieri di minoranza chiedevano di eliminare l’esenzione dal pagamento della tassa di soggiorno prevista per chi viene ospitato gratuitamente in un albergo e inoltre per i dipendenti pubblici di qualsiasi città che si recassero a Como per lavoro.
«Non ha alcun senso esentare dal pagamento della tassa i dipendenti pubblici di altre città – ha ribadito ieri Alessandro Rapinese (Adesso Como) – È una clausola che non esiste in alcun Comune e non ci sarebbe reciprocità. Allo stesso tempi, mi chiedo perché dovremmo permettere di non pagare l’imposta a chi soggiorna gratis negli alberghi. Si tratta quasi sempre di persone che vengono invitate e quindi soggiornano per affari ed è giusto che paghino la tassa». Ha poi aggiunto Cenetiempo: «Hanno creato il caos anche sulle modalità e tempistiche di pagamento della tassa, prevedendo un saldo mensile, che sarebbe un grave disagio per gli albergatori».
All’esito negativo della votazione su questo punto, l’opposizione compatta ha abbandonato l’aula. Rimasti soli, i consiglieri della maggioranza non hanno comunque approvato la delibera, rinviando il tutto a lunedì. «Il fatto che non siano riusciti a votare il documento neppure una volta rimasti senza opposizione – tuonano all’unisono i consiglieri della minoranza – dimostra l’assoluta incapacità di questa amministrazione. In dieci mesi non hanno di fatto concluso nulla e i pochi documenti che sono arrivati in aula erano sempre incompleti o inesatti e c’è sempre stato bisogno di modifiche e cambiamenti».
Le critiche dell’opposizione si sono poi estese all’operato della giunta nel suo complesso. «Questa maggioranza sta dimostrando impreparazione e incapacità ad amministrare – ha detto Alberto Mascetti (Lega Nord) – Eravamo disponibili a ragionare sulla tassa di soggiorno, ma nel momento in cui l’assessore Luigi Cavadini ha detto che il primo intervento saranno le scale mobili alla stazione di San Giovanni, che non è neppure di competenza del Comune, è stata chiara la totale assenza di strategia».
«Tutte le delibere fatte finora sono state più volte rimaneggiate, trasformate e corrette – ha sottolineato Luca Ceruti (Movimento 5 Stelle) – Mi chiedo se la giunta è scorporata dalla maggioranza oppure se si tratti più semplicemente di un discorso di scarsa preparazione. Ora sembra anche che vogliano cancellare gli unici strumenti di azione che ha la minoranza per agire».
«Il problema emerso per la delibera sulla tassa di soggiorno si era già presentato anche per altri documenti – ha detto poi Francesco Scopelliti (Pdl) – Mi sembra che fino a questo momento gli assessori stiano facendo solo gli esattori che devono comunque fare cassetta».
«La vocazione turistica che si vuole dare alla città non è per nulla chiara – ha concluso Marco Butti (Fratelli d’Italia) – Peraltro, se la prima e unica idea è quella di lavorare sulla stazione ferroviaria di San Giovanni mi sembra inquietante».

Anna Campaniello

23 marzo 2013

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