Elezioni 2012

Ballottaggio, chi vince conquista 20 consiglieri su 32

Sugli schieramenti a Palazzo Cernezzi incideranno gli eventuali apparentamenti
Vincere al ballottaggio non significa soltanto conquistare la poltrona di primo cittadino, ma anche assicurarsi quella che, almeno sulla carta, dovrebbe essere una maggioranza schiacciante: 20 consiglieri comunali su 32. Un vantaggio considerevole, per chi sarà chiamato ad amministrare il capoluogo. Un rapporto – 20 contro 12 – che dovrebbe consentire a chi governa di portare avanti idee e progetti per la città senza alcuno scossone. Dovrebbe, però, perché le esperienze precedenti dimostrano
che spesso le spaccature e le faide negli schieramenti di maggioranza rendono tutt’altro che granitica l’azione di governo.
Al di là delle vicende passate, resta il fatto che sia Mario Lucini, in lizza per il centrosinistra al ballottaggio di domenica 20 e lunedì 21 maggio, sia Laura Bordoli, candidata del Pdl alla guida della città, in caso di vittoria porteranno con sè in consiglio comunale una nutrita pattuglia di sostenitori. Ben 20 su 32, come detto.
Per quanto riguarda il centrosinistra, Lucini era sostenuto da cinque liste: Partito Democratico, Italia dei Valori, Paco-Sel e le compagini civiche Amo la mia città e Como Civica.
Se il capogruppo uscente del Pd dovesse aggiudicarsi il ballottaggio, porterebbe in consiglio comunale i 10 più votati esponenti del Partito Democratico, 7 uomini di Como Civica, 2 consiglieri di Paco-Sel e un esponente della lista Amo la mia città. Resterebbe a bocca asciutta solo l’Italia dei Valori, che ha preso troppi pochi voti al primo turno per poter entrare nell’assemblea cittadina. Per il resto, sempre nell’ipotesi che Lucini vinca e diventi sindaco, i restanti 12 posti in consiglio comunale verrebbero così ripartiti: 4 al Pdl, 2 alla lista Adesso Como di Alessandro Rapinese, altrettanti a Forza Cambia Como di Sergio Gaddi e alla Lega Nord, più un posto a testa per la lista Per Como di Mario Molteni e per i grillini del Movimento 5 Stelle.
La composizione del consiglio comunale sarebbe completamente diversa se il ballottaggio se lo aggiudicasse Laura Bordoli, sostenuta al primo turno dal solo Pdl. E proprio per questo motivo al Popolo della Libertà andrebbero tutti i 20 posti previsti per la coalizione del sindaco vincente. Dei rimanenti 12 posti ne verrebbero invece assegnati 4 al Pd, 2 alla lista Como Civica, 2 a Forza Cambia Como e uno a testa a Lega Nord, Adesso Como, Per Como e Movimento 5 Stelle.
Entrambi gli scenari non tengono però conto di due variabili, che potrebbero cambiare le carte in tavola. Innanzitutto le verifiche, iniziate ieri, sui conteggi e sulle schede contestate e nulle, che potrebbero far arretrare un candidato consigliere a favore di un collega di partito, spalancando per quest’ultimo le porte di Palazzo Cernezzi.
Ma ad alterare la composizione del consiglio comunale potrebbero soprattutto essere gli eventuali apparentamenti che i due sfidanti al ballottaggio decideranno di fare (vanno dichiarati entro domenica prossima).
In tal caso, i 20 posti a disposizione del vincitore dovranno venire ridistribuiti tenendo conto dei nuovi alleati.

Marcello Dubini

10 maggio 2012

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