Bambole da collezione

altIl museo tematico – Domenica alle 14.30 sarà inaugurata a Ponna in Valle Intelvi la raccolta storica di Emma Bolla

Nascono in Valle Intelvi le “Nazioni Unite” in miniatura. È “La casa delle bambole”, il museo privato di una appassionata collezionista del piccolo comune di Ponna, Emma Bolla, che da domenica alle 14.30 inaugurerà la sua collezione proponendola liberamente al pubblico in permanenza nella sede di via Vittorio Veneto 21 (apertura su appuntamento, per informazioni inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica emmabolla1955@libero.it).
In questo nuovo museo – la frazione è Ponna

Superiore – che arricchisce l’offerta culturale e turistica lariana, come detto, c’è pressoché tutto il mondo rappresentato in forma di bambola.
Sì, perché Emma Bolla vi ospita bambole amorevolmente collezionate da tutti i continenti: «Ho voluto mescolare bambole di tutti i Paesi, nel segno della fratellanza, perché siano tutte messaggere di serenità, di pace e di gioia, insomma ciò che vorremmo avere sempre nella nostra vita», dice la signora Bolla, che è originaria di Laino Intelvi.
Nel suo museo ci sono bambole dal Canada, dal Perù, dalla Romania, e anche dall’Estremo Oriente. «Ne ho una antichissima con carillon e un piccolo letto a castello, donatami da una signora di Como. Deve avere oltre un secolo», dice Emma Bolla.
In tutto sono oltre trecento, e realizzate nei materiali più vari. Alcune con accessori che animano vere e proprie installazioni-giocattolo.
«La passione è nata da bambina – racconta Emma – La suocera di mia sorella mi portò da Monaco la prima bambola, con piume di struzzo vere. Ora nel museo ha una teca tutta sua. Le bambole a dire il vero non m’interessavano da piccola, preferivo il calcio. Poi man mano che parenti e amici mi hanno regalato bambole da tutto il mondo, l’attenzione è cresciuta. Sono arrivata ad avere il primo armadio pieno. Che poi è diventato una stanza. Ora grazie a mio marito e a un gruppo di volontari, le stanze che ci ha messo a disposizione un benefattore sono state tutte adibite a museo, con apposite teche e un vecchio letto matrimoniale in mogano, dove sono adagiate come usava una volta tutte le bambole di ceramica della collezione».
Il museo della signora Bolla è nello stesso antico edificio di Ponna che ospita un’altra collezione privata aperta su prenotazione, il “Museo della casa contadina”. «Le bambole non sono in vendita – precisa la collezionista – ma solo esposte per la gioia di grandi e piccini. Una “città delle bambole” dove a parlare sono i colori, le forme, i costumi e l’ambientazione stessa».

Nella foto:
Sopra, a sinistra e sotto, alcune delle oltre 300 bambole esposte a Ponna. A destra, una delle “installazioni” scenografiche del museo permanente

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