Banca Etruria, sono tre gli esposti partiti da Como

Un'auto della guardia di finanza

La battaglia legale degli azionisti della “vecchia” Banca Etruria passa da Como. Anzi, nel capoluogo lariano ha uno dei suoi punti di maggiore ancoraggio. Dato che le indagini della guardia di finanza sul crack dell’istituto di credito sono partite dal Lario a seguito di un lungo esposto firmato da Franco Spallino, consulente finanziario indipendente . «Con altri due azionisti, ho depositato il primo esposto già nell’estate dello scorso anno tramite le fiamme gialle di Como – dice Spallino – conosco le vicende di Banca Etruria dal 2000 e ho messo a disposizione il materiale in mio possesso e tutte le informazioni utili a fare chiarezza in una vicenda incredibile».

Spallino ricorda come «Banca Etruria fosse l’unica banca, tra quelle finite in risoluzione con il decreto del novembre 2015, a essere quotata in Borsa. L’investimento in azioni è sempre un capitale rischioso, ma un istituto bancario quotato è, o dovrebbe logicamente essere, sottoposto a precise verifiche. Delle varie autorità di vigilanza e di controllo oltre che di chi la governa e la dirige e di chi ne certifica la veridicità dei bilanci». Dopo la prima denuncia, il consulente finanziario comasco ha depositato un secondo esposto «alla Procura di Milano, città dove ha sede la Consob» e a giorni presenterà una terza segnalazione «alla Procura di Roma, città dove invece ha sede Banca d’Italia. In questo documento denunciamo i fatti che sono accaduti anche dopo febbraio 2015, mese della sospensione di Banca Etruria dalla Borsa e del contestuale commissariamento da parte di via Nazionale».

Una mole di prove gigantesca, quella finita nelle Procure di Arezzo, Milano e Roma. «Abbiamo analizzato oltre 500 documenti e contribuito, io credo, a fare chiarezza – spiega ancora Spallino – La vicenda Banca Etruria, in realtà, è molto più semplice di come viene descritta, anche se sulla stampa, in questi anni, eccetto alcune rarissime eccezioni, sono state purtroppo scritte grandi inesattezze». In considerazione del lavoro condotto in questi anni, il consulente comasco potrebbe essere sentito anche dalla commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dal senatore Pierferdinando Casini. «Personalmente ho dato piena disponibilità e in ogni caso siamo pronti a consegnare il testo degli esposti a ogni singolo commissario. Il nostro, però, non è un obiettivo politico, ma tecnico-finanziario. Ci siamo occupati delle vicende di Banca Etruria mettendo in luce gli errori di gestione. Non siamo mai stati interessati allo scontro tra partiti e non intendiamo nemmeno farlo in questa fase», conclude il consulente lariano.

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