Banditi incastrati da telecamere e mazzetta-civetta

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Un arresto e altri due indagati. Operazione dei carabinieri
L’inchiostro indelebile aveva macchiato lo scaldacollo di un malvivente

Tutto è partito da un fotogramma di una telecamera di sicurezza del Banco di Desio di Carugo. Una immagine nitida, ripresa da vicino, in cui anche se con il volto parzialmente coperto i lineamenti del rapinatore erano ben evidenti. Tanto è bastato per far scattare l’indagine che si è chiusa nelle scorse ore con una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Vincenzo Zuffrano, 51 anni, originario di Foggia ma residente a Sesto San Giovanni. Secondo gli uomini del nucleo investigativo

del reparto operativo dei carabinieri di Como, sarebbe il responsabile di quattro rapine andate in scena nel già citato Banco di Desio di Carugo (due volte, il 12 settembre 2012 e il 7 novembre 2013), ma anche al Credito Valtellinese di Cologno Monzese (il 2 agosto 2013) e al Banco di Desio di Carugate il 18 novembre 2013. Oltre all’arrestato, sono stati iscritti sul registro degli indagati del pubblico ministero Mariano Fadda (l’ordinanza è stata invece firmata dal giudice delle indagini preliminari Nicoletta Cremona) altri due presunti complici, ovvero un milanese di 41 anni e un napoletano di 32 anni residente anche quest’ultimo nel capoluogo meneghino.
Nel corso delle perquisizioni eseguite dai carabinieri al momento dell’esecuzione dell’ordinanza, sono stati recuperati anche diversi indumenti, parrucche, cappellini e taglierini simili in tutto e per tutto a quanto immortalato dalle telecamere delle banche e che ora verranno sottoposti all’esame del Dna per cercare ulteriori riscontri utili alle indagini. In totale i tre colpi avrebbero fruttato circa 30mila euro.
L’operazione è stata denominata “Red money”, in quanto in due occasioni (su quattro colpi) esplose la mazzetta-civetta che imbrattò parte del denaro rapinato. Ma questa volta l’inchiostro indelebile rosso sangue ha portato a un secondo e imprevisto risultato importante per le indagini. Il rapinatore poi arrestato, nel corso del colpo a Carugo, si era sporcato con il liquido.
Lo scaldacollo bianco che l’uomo indossava in quella occasione è stato poi recuperato dai carabinieri ancora macchiato di rosso. Particolare, questo, che è andato ad aggiungersi agli altri elementi raccolti contro il 51enne.
Le modalità di azione della banda erano pressoché sempre uguali. Nei giorni prima veniva rubata un’auto nel Milanese. Con questa, i tre si recavano presso l’obiettivo e facevano irruzione armati di taglierino. Una volta ottenuto il bottino scappavano sempre con l’auto che veniva lasciata poco lontano, per poi salire a bordo di un veicolo “pulito” e allontanarsi. L’auto usata per il colpo di Carugo è tuttavia stata recuperata dai militari e con essa anche la mazzetta-civetta (che era appunto esplosa) e pure un cappellino. Anche questo verrà passato al setaccio per rilevare il Dna.

M.Pv.

Nella foto:
Il malvivente in azione a Cologno Monzese lo scorso agosto

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