“Barbiere” factotum negli Usa anni ’50

Stagione lirica – Domani e sabato al Sociale di Como originale versione del capolavoro di Rossini ambientata negli Stati Uniti
Nuovo appuntamento con l’opera lirica al Teatro Sociale di piazza Verdi a Como.
Domani sera, con inizio alle 20.30, sarà in scena uno dei più celebri titoli del repertorio, ossia Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, opera sempre divertente e sorprendente, una delle più eseguite, ascoltate e desiderate del repertorio italiano.
Protagonisti del dramma comico in due atti – che ebbe la sua prima rappresentazione a Roma, nel 1816 – sono Rosina e il conte d’Almaviva, ostacolati

nel loro amore dall’anziano don Bartolo.
Intorno ai due personaggi si dipana una complessa matassa di equivoci, travestimenti e piani segreti per un unico scopo: sposare la donna contesa. Alla fine l’ordine si ristabilisce e tutti celebrano, festosamente, la vittoria dell’amore.
Il Barbiere di Siviglia è un’opera fatta soprattutto di ritmo, di un ritmo che non lascia mai cadere l’attenzione, né dall’azione, né dalla musica.
«L’occasione di affrontare questo titolo nel Circuito Lirico Lombardo, sicuro di poter contare sulla disponibilità, la freschezza e il talento di giovani interpreti – dice il direttore musicale Matteo Beltrami, che al Sociale di Como sarà alla guida dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano – mi ha suggerito una lettura “danzante”, a tratti quasi “acrobatica”, un approccio che sottolinea quel fremito che percorre tutta l’opera, quella pulsazione e quel ritmo che donano a questo capolavoro una vitalità contagiosa e irresistibile».
Nelle scelte registiche, l’opera si presenta in una rivisitazione in chiave moderna. Federico Grazzini ha optato per una libera trasposizione temporale e geografica del capolavoro rossiniano, per una lettura fuori dagli schemi canonici, sufficientemente distante nello spazio e nel tempo da permettere allo spettatore di oggi di riconoscere alcuni tipi sociali e di riderne. Grazzini ha preannunciato infatti un “Barbiere” ambientato nell’America degli anni Cinquanta.
Nell’opinione del regista, nel mondo egoistico e dispotico di Bartolo è possibile trovare molte corrispondenze con i valori autenticamente borghesi del “sogno americano”, quali individualismo, utilitarismo, santificazione del denaro e culto dell’apparenza. Un elemento fondamentale che attraversa l’opera è la follia, intesa anche come imprevedibile alternanza delle situazioni e varietà del gioco teatrale, che porta nel finale primo “il cervello poverello” dei personaggi e degli spettatori a “confondersi” e ad “impazzar”. Per quanto riguarda la parte visiva, la scenografia è stata curata da Andrea Belli e i costumi sono di Valeria Bettella.
Nel cast delle recite comasche saranno coinvolti Edgardo Rocha (Conte d’Almaviva), Omar Montanari (Bartolo), Concetta D’Alessandro (Rosina), Marcello Rosiello (Figaro), Roberto Lorenzi (Don Basilio), Andrea Vincenzo Bonsignore (Fiorello), Loredana Arcuri (Berta), Valerio Napoli (Ambrogio). Il Coro del Circuito Lirico Lombardo è stato preparato dal maestro Antonio Greco.
Lo spettacolo – al quale come di consueto il pubblico può assistere leggendo comodamente il testo grazie ai sopratitoli proiettati in sala – sarà replicato sul palcoscenico del Teatro Sociale di piazza Verdi a Como alla stessa ora di sabato prossimo, 3 dicembre.
Il biglietto d’ingresso costa da 58 a 17 euro (a seconda della qualità del posto) per la “prima” di domani sera e da 53 a 16 euro per la replica di sabato. Alcuni biglietti sono ancora disponibili al botteghino di piazza Verdi .
Questa messinscena del capolavoro rossiniano andrà poi in tournée nei teatri lombardi. Sarà al Ponchielli di Cremona l’8 e l’11 dicembre e al Teatro Grande di Brescia il 16 e il 18.

Tamara Pertusini

Nella foto:
Sopra e sotto, due momenti della messinscena firmata da Federico Grazzini

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