Barlusconi invade (in digitale) il Museo della Specola

Michele Caldarelli (a sinistra) e Paolo Barlusconi

Una casa ideale, anche se digitale: la necessità aguzza l’ingegno. La lunga marcia della mostra itinerante e multimediale e anche multidisciplinare Cosmogonie dello scultore comasco Paolo Barlusconi, che con le sue opere indaga i misteri dell’astrofisica, approda complice la pandemia in forma virtuale al museo “La Specola” di Padova. Il progetto è di Michele Caldarelli della galleria “Il Salotto” di Como, complice e sodale delle avventure espositive di questa mostra viaggiatrice che ha portato l’artista lariano in luoghi simbolici della scienza e della ricerca. Grazie alla collaborazione con il Museo La Specola di Padova, che ha gentilmente fornito le riprese fotografiche del Museo, ecco che sul sito della galleria la mostra diventa virtuale e si ambienta nei luoghi del museo affiancandosi alla programmazione di mostre e incontri in presenza (si spera attuabili quanto prima) attualmente ancora in via di sviluppo. Cosmogonie è una iniziativa in atto dal 2005 con già 24 tappe espositive ed è documentata nelle pagine dedicate sul sito caldarelli.it.
Un luogo quantomai simbolico, la Specola: nell’immaginario collettivo di molti padovani, e non solo, la torre della Specola è la Torre di Galileo, il luogo dal quale, secondo una falsa tradizione, il celebre pisano eseguì le sue straordinarie scoperte astronomiche. In realtà l’Osservatorio astronomico di Padova, sito all’interno della Specola, non fu mai frequentato dal famoso scienziato. Ma il fascino di un luogo nato come gabinetto universitario e che ora è una delle principali strutture di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.
Sul sito sfiorando col puntatore del mouse gli oggetti presenti in ogni pagina si aprono pop up di descrizione, mentre cliccando si aprono pagine di approfondimento.

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