Basta poco per cambiare

Il commento
di Lorenzo Morandotti

C’è una Como che, nonostante tutto, pensa positivo. Forse perché è stufa di sentire vaniloqui sulla crisi a senso unico. Alle critiche prive di proposte alternative credibili risponde rimboccandosi le maniche, perpetuando così quel sano pragmatismo che è ancora cifra del genius loci. Magari con piccoli passi. Ripulire un quartiere o un palazzo deturpati da vandali ignoranti, abbellire per quanto possibile un angolo di arredo urbano: sono già importanti mattoni.

Ma anche il dono alla città dell’opera di Daniel Libeskind è un segno forte in controtendenza, visto anche il dibattito che ha stimolato dopo la scelta di collocarla al vertice della diga foranea. Sono tutte tappe di un percorso di consapevolezza che può evidenziare le qualità della società civile. Il cui peggior nemico resta, comunque, l’indifferenza.

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