Battaglia legale sulla moschea di Cantù. Ora deciderà la Corte Costituzionale

Giustizia, tribunale

La battaglia legale sulla “moschea” di Cantù finisce sui banchi della Corte Costituzionale. L’associazione Assalam potrebbe segnare così un altro punto a suo favore nella ormai infinita e aspra contesa che la vede contrapposta al Comune di Cantù per l’utilizzo del capannone di via Milano. Una struttura di proprietà dello stesso gruppo culturale islamico e al centro, da anni, di una vera e propria guerra politico-religiosa combattuta soprattutto dalla Lega.
Dopo la sentenza del Tar di Milano chiamato a decidere sull’ordinanza comunale che intimava agli islamici di non utilizzare il capannone come luogo di culto e, addirittura, spossessava gli stessi proprietari dell’immobile, il Consiglio di Stato aveva in un primo tempo accolto la richiesta di sospensiva presentata dall’associazione Assalam.
Nell’udienza di merito, convocata il 18 aprile scorso a Palazzo Spada, i giudici hanno sentito le parti e con una ordinanza pubblicata ieri hanno deciso di fermare il giudizio in attesa di un pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legittimità della legge urbanistica della Lombardia.
Nel 2015, la Regione ha modificato la Legge 12 introducendo norme stringenti per l’apertura di luoghi di culto, subordinando la stessa alla stesura di un «piano per le attrezzature religiose».
Contro questa novità in altre cause è stata sollevata eccezione di costituzionalità.
Il Consiglio di Stato, ritenendo la vicenda canturina legata anche all’applicazione di questa norma, ha deciso di aspettare il giudizio della Consulta. Un passo che per i legali che assistono l’associazione Assalam, Vincenzo Latorraca e Mario Lavatelli, è un punto fondamentale. «Non si tratta più di una questione di violazione eventuale di norme urbanistiche – ha detto Lavatelli ai microfoni di Etv – ma di un problema di diritti costituzionali. Il tema è inquadrato sul piano corretto. Abbiamo raggiunto un risultato importante».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.