Battello “Bisbino” contro la diga: oblazione pagata, il reato è estinto

Incidente battello Bisbino

L’oblazione che era già stata anticipata lo scorso autunno, è stata effettuata e il reato è dunque da considerarsi estinto. Si è chiuso definitivamente l’incidente nautico che aveva riguardato il battello “Bisbino” che, in fase di attracco, era andato a sbattere contro la diga Foranea di Como.
Una intenzione, quella di pagare, che era già stata preannunciata qualche mese fa e che si è concretizzata. Secondo quanto appurato dall’indagine che ha fatto capo al pm Giuseppe Rose, l’anomalia al battello in fase di attracco effettivamente ci sarebbe stata, ma allo stesso tempo non sarebbe stata sufficiente a impedire la manovra di avvicinamento al Molo 4.
Un guaio, dunque, non tale da rendere ingestibile la nave. Motivo per cui il comandante della motonave è stato ritenuto responsabile di aver violato all’articolo 1.231 del codice della navigazione, quello che è riferito a «chiunque non osserva una disposizione di legge o di regolamento in materia di sicurezza della navigazione».
Contravvenzione che, come detto, è stata chiusa con l’oblazione e con la successiva estinzione del reato. I feriti – tre per la precisione – non si erano presentati a sporgere denuncia-querela ed erano già stati risarciti.
Ci fu, dunque, l’errore umano a monte di quanto avvenuto in una sera di due anni fa. La motonave della Navigazione, mentre si avvicinava in manovra al molo numero 4 all’interno del porto di Como, andò a impattare contro la diga foranea, affondando un motoscafo che era attraccato in quel punto, danneggiando la passeggiata che conduce al monumento di Libeskind e, soprattutto, causando tre feriti fra le persone che erano a bordo. Il perito, in arrivo da Livorno, ricostruì cosa accadde a bordo del “Bisbino” prima dell’impatto.
La polizia provinciale sentì anche alcuni testimoni che assistettero dalla riva all’impatto. Si parlò, in quei giorni, di una anomalia a uno dei motori che sarebbe rimasta impressa in una sorta di registratore che rileva gli allarmi di bordo. Secondo la Procura, tuttavia, tutto questo non sarebbe stato sufficiente a causare l’impatto, che avrebbe potuto essere evitato.

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