Beato Pavoni, è comasco il ritratto ufficiale

Il sacerdote bresciano Ludovico Pavoni (1784-1849), fondatore dei “frati operai”, sarà santo fra 47 giorni, il 16 ottobre. Con una firma comasca sul suo ritratto ufficiale. Dal 15 aprile 2012 è beato per opera di Giovanni Paolo II che aveva riconosciuto un miracolo compiuto per sua intercessione su una ragazza nel 1909. Lo proclamerà Papa Francesco, che lo scorso giugno ha promulgato il decreto relativo al riconoscimento del miracolo attribuito a Pavoni, la guarigione nel 2009 di Honorio Lopes Martins, un 68enne allora ricoverato in un ospedale in Brasile, e dato per spacciato. Come detto il dipinto ufficiale che lo ritrae per la canonizzazione e che verrà esposto in San Pietro durante la cerimonia del 16 ottobre (e compare anche sulla pagina di Wikipedia del beato), è firmato da un pittore comasco recentemente scomparso, che alla via del sacerdozio aveva preferito quella della pittura: Alberto Bogani. Autore di numerosi dipinti in chiese italiane e anche all’estero, è stato a lungo docente alla scuola d’arti e mestieri Castellini e all’Accademia Galli di Como, istituti dove sono conservati suoi pregevoli affreschi. Pittore, ritrattista, affrescatore e restauratore, Alberto Bogani è nato a Limido Comasco nel 1935 ed è morto a Como nel 2016. Ha ricevuto presso la Scuola d’Arte del collegio degli Artigianelli Pavoniani di Monza la prima formazione artistica, che ha poi perfezionato al Beato Angelico di Milano. Fra le varie forme di pittura l’artista lariano prediligeva l’affresco. Ha realizzato dipinti in circa 130 chiese italiane e anche in Brasile.

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