Bega lo “svizzero”. L’ex azzurro al Lugano

Calcio – Dopo una lunga carriera ad alti livelli, l’ex giocatore del Como ora milita nel Lugano nella “Challenge league”, la serie B elvetica
Una onorata carriera ad alti livelli con un passaggio importante sul Lario, in occasione della doppia promozione dalla C alla A tra 2001 e 2002. A 37 anni la decisione di andare a giocare in Svizzera, a pochi chilometri dal Lario, nel Lugano, nella “Challenge league”, la serie B della vicina Confederazione.
Francesco “Ciccio” Bega ora difende i colori bianconeri della squadra ticinese, tra l’altro allenata da un altro italiano, Francesco Moriero. L’ex azzurro racconta questa esperienza

, decisamente differente rispetto ai suoi trascorsi in Italia.
«Come posso definire questa avventura? Dura e difficile – racconta Bega – Noi in Italia abbiamo determinate abitudini che in Svizzera non ci sono. Ci si deve adattare, anche perché è completamente diversa anche la mentalità, e ci sono tante piccole differenze».
Bega si sofferma su quest’ultimo aspetto. «Faccio un esempio: noi in Italia siamo abituati, fin da quando si gioca nella formazione Primavera, ad avere qualcuno che ci prepara la borsa o pulisce le scarpe da gioco. A 37 anni ho ricominciato a fare queste cose, ovviamente senza alcun problema».
Il difensore analizza altri particolari: «In Svizzera c’è sicuramente meno tensione – aggiunge – e più spensieratezza. Non ci sono i ritiri e a volte non è semplice trovare gli stimoli. La passione che c’è in Italia rispetto alle partite e al calcio è completamente differente».
E anche negli impianti della “Challenge league” non mancano sbalzi tra una situazione e l’altra. «Capita di giocare in stadi bellissimi – spiega Francesco – come quello di San Gallo. E poi ci si ritrova a scendere in campo in posti dove ai bordi del terreno di gioco preparano la salamella con odore di grigliata. Impianti che dalle nostre parti potrebbero al massimo ospitare incontri delle categorie più basse. Ma l’ho detto, è una realtà differente e quindi va capita».
Il Lugano di Francesco Bega, peraltro, non se la passa benissimo. Domenica scorsa, nel derby ticinese, non è andato oltre l’1-1 con il Chiasso. «Ma il gruppo è solido – sottolinea il difensore – e cercheremo di uscirne, anche se questa fase è effettivamente difficile».
Il giocatore ora vive a Milano e per andare ad allenarsi e a giocare in Ticino passa quotidianamente da Como. Una città a cui lo legano ricordi importanti: «In azzurro sono stati due anni fantastici – afferma – con un gruppo che ha conquistato risultati importanti in mezzo a tante difficoltà».
«C’è il dispiacere per non aver potuto proseguire in serie A. Sia perché il gruppo è stato smantellato, sia a livello personale perché dissero che io non ero all’altezza di giocare in quel campionato». Poi le esperienze successive di Bega hanno dimostrato che quella era una valutazione errata. «A Trieste abbiamo sfiorato la promozione in A – spiega “Ciccio” – Poi, finalmente, con il Cagliari ho militato nella massima serie, prima di andare al Genoa, uno dei posti migliori dove un calciatore può giocare».
Infine l’esperienza al Brescia, tra A e B, prima di arrivare, la scorsa estate, al Lugano. «Cosa mi rimane degli anni ad alti livelli? L’atmosfera che si respirava negli stadi più importanti, dove l’emozione era sempre grande, la passione dei tifosi, l’attenzione di stampa e televisione. Una realtà differente rispetto a quella che sto vivendo attualmente».
A dire il vero, nemmeno troppo tempo fa si era parlato di Como quale sua possibile destinazione. «È vero – dice Francesco – ma poi questo discorso non è stato più approfondito».
«Ma, al di là di questo, devo dire che al Lario mi sento sempre legato – sono le sue parole – non solo per i risultati ottenuti con la squadra. Io sono cresciuto nel Comasco e quando ero piccolo mi portavano allo stadio Sinigaglia a vedere gli azzurri in serie A negli anni ’80. Poi ci sono tornato come avversario e mi ricordo che era sempre una gara sentita, in una bella “bolgia”, con i tifosi sempre molto caldi. Per questo, quando ci fu l’offerta della società lariana, accettai volentieri».
A 37 anni per l’ex azzurro è anche tempo di pensare al dopo-carriera agonistica. «Premesso che non so cosa farò al termine di questa stagione – dice – devo ammettere che già da 6-7 anni mi sto ponendo il dubbio su ciò che farò quando avrò smesso. Penso comunque che rimarrò nel mondo del calcio: mi vedo a bordo campo».

Massimo Moscardi

Nella foto:
In azzurro
Francesco Bega, soprannominato dai tifosi “Ciccio”, ha militato nel Como nelle due stagioni in cui la formazione del presidente Enrico Preziosi passò dalla serie C alla A

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