Cultura e spettacoli

Bellezze pliniane

altMaestri lariani. Giovedì conferenza al liceo Volta sull’autore della “Naturalis Historia” e le sue interpretazioni dell’arte
Siamo di fronte a un revival di Plinio il Vecchio, lo scrittore comasco più antico? Forse sì, se si muovono importanti istituzioni. Giovedì 8 maggio alle 18, presso la “Grand’Aula” del Liceo Classico Alessandro Volta di Como, in via Cesare Cantù, lo scrittore latino sarà protagonista dell’incontro Plinio illustrato, la bellezza classica. Il tema ha in effetti un suo esegeta di primo piano in Plinio il Vecchio, la cui Storia Naturale è stata guida alla conoscenza per più di mille anni in tutto l’Occidente. Un Vasari dell’antichità, insomma. Su questi argomenti, che si collegano alle più remote testimonianze culturali comasche, parlerà al Volta il professor Paolo Moreno, insigne archeologo ed esperto di storia dell’arte greca e romana. La conferenza è voluta dalla “Fondation Carlo Leone et Mariena Montandon” (www.fcmm.org), unitamente a numerose e prestigiose associazioni culturali comasche, ed è patrocinata dal Comune di Como. Per prepararsi adeguatamente occorrerà ripassare i brani tratti dalla Naturalis Historia che più trattano i temi dell’arte. Sono i libri dal XXXIV al XXXVI. La collana economica Bur della Rizzoli nel 2000 li ha presentati in edizione italiana nella sua serie dedicata ai classici greci e latini, in un agile volume in cui si spazia dall’aneddotica curiosa e accattivante all’elencazione più rigorosa dei capolavori del passato. Evocate come manifestazioni della natura, e quindi come tali sottoposte a un inevitabile processo di nascita, sviluppo e decadenza, le arti figurative sono per Plinio luoghi privilegiati della trasformazione materiale. Idea portante dell’erudito comasco è che ogni forma d’arte – in continuo progresso – abbia un inventore, uno o più perfezionatori e un irreversibile processo di decadenza.
Morto il 24 agosto del 79 d.C, colto nel bel mezzo dell’“otium” creativo lontano dalla vita turbinosa della capitale durante l’eruzione del Vesuvio, Plinio fu protagonista di una leggendaria fama di sapiente, filantropo e uomo di cultura al servizio dell’umanità. Fama giunta intatta sino a noi. Minuzioso osservatore dei fenomeni naturali, appassionato ad ogni ora del giorno e della notte di indagini storiche e scientifiche alimentate da una mole impressionante di fonti (duemila volumi di 500 autori), per la sua tragica fine è stato definito «protomartire della scienza sperimentale», come l’ha definito lo scrittore Italo Calvino nel primo dei cinque volumi dei “Millenni” einaudiani a lui consacrati. Ma questa non è l’edizione più recente. Il primato spetta a quella uscita per i tipi di Giardini e avviata per incentivo del Comune di Como (allora era sindaco Antonio Spallino) e poi continuata con fondi privati negli anni Ottanta del secolo scorso. Edizione scientificamente più aggiornata, come detto, di quella pur lodevolissima ed editorialmente pregiata che Einaudi ha tuttora in catalogo.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Il sipario del Teatro Sociale di Como, recentemente restaurato, che rievoca la tragica morte di Plinio il Vecchio durante l’eruzione del Vesuvio.
1 Mag 2014

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