Bellini al Sociale, convincono coro e orchestra

La stagione lirica
La curiosità e l’attesa che hanno caratterizzato l’avvio della Stagione Notte 2012-2013 del Teatro Sociale di Como As.Li.Co., hanno trovato diverse misure di gradimento e soddisfazione alla prima rappresentazione de I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, andata in scena giovedì e replicata ieri sera sul palcoscenico di piazza Verdi. Una prima europea, quella del teatro cittadino prossimo al bicentenario, con un allestimento made in Como che ha sollevato pareri e opinioni contrastanti.

Se la regia del britannico Sam Brown (affiancato da Annemarie Woods, scenografa e costumista e da Giuseppe Di Iorio light designer), vincitore del concorso European Opera-Directing Prize 2011, è stata accolta con qualche perplessità, di fatto a fine spettacolo non sono mancati gli applausi, in particolare per quanto riguarda la resa musicale dell’opera.
Le tinte più forti dell’antica e rivisitata storia che ruota attorno a Romeo e Giulietta, una vicenda di amore, odio, passione, sangue e morte, balzano agli occhi dello spettatore all’apertura del sipario, durante la sinfonia introduttiva, con la messa in scena di una chiassosa festa, tutta maschile, con tanto di stupro collettivo e sgozzamento di una ragazza. Il conflitto politico tra Capuleti e Montecchi, nell’interpretazione del britannico Sam Brown, si riduce ad una sanguinosa (e stereotipata) rivalità tra due gruppi di Rom all’inizio del Novecento. Desiderio di provocazione o personale e meditata visione drammaturgica in queste scelte registiche?
Il dubbio resta. Per il resto la vicenda, che trova una via d’uscita solo nella morte, occupa un unico tempo (dall’alba al tramonto) e un unico spazio (quello che all’inizio è il tavolo del banchetto, diventa il letto di Giulietta e quindi la sua tomba) all’interno del quale Matteo Mazzoni ha saputo ben muovere i suoi personaggi e la grande massa corale.
Per quanto riguarda l’aspetto musicale, molto buona la prova del coro maschile, preparato da Salvatore Sciammetta e dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano diretta da Christian Capoccia. Damiana Mizzi, una Giulietta apprezzata ed applaudita dal pubblico della prima comasca, si è presentata molto a suo agio nella parte, rivelando complessivamente un buon dominio del ruolo ed un apprezzabile impegno espressivo e l’attenzione al fraseggio. Nel ruolo en travesti di Romeo, Florentina Soare, pur impegnata e applaudita, si è mostrata forse in debito di morbidezza e di gusto nelle sfumature di colore. Tengono testa alla rappresentazione Fabrizio Paesano (Tebaldo), Alessandro Spina (Capellio) e Pasquale Amato (Lorenzo).

Tamara Pertusini

Nella foto:
Un momento della “prima” dell’opera in scena giovedì (foto Elisabetta Molteni)

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